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Migranti, squilla telefono di casa a Roma "sos, affondiamo"

Roma – Tirato giu’ dal letto poco dopo le 6 dalla telefonata di uno sconosciuto che chiede di essere aiutato, lui e altri 150 migranti stipati su un barcone sul punto di affondare. E’ l’avventura davvero singolare toccata ieri mattina ad un pensionato romano di 67 anni che ha chiesto e ottenuto l’aiuto della polizia per raccogliere l’inatteso sos. Teatro dell’episodio, un appartamento di via Cardano, al San Paolo: a squillare e’ il telefono fisso, il cui numero e’ stato evidentemente composto a caso – completo di prefisso – da qualcuno a bordo di una delle tante ‘carrette del mare’ che in questi ultimi giorni hanno ripreso a puntare le nostre coste. Il pensionato, impaurito, chiama il 113 e spiega l’accaduto: poco dopo alla sua porta bussano due agenti del Commissariato San Paolo, diretto da Carlo Musti.

Qualche minuto di attesa, e l’apparecchio di casa riprende a suonare. Stavolta rispondono i poliziotti, che se la cavano anche con il francese e con l’inglese, e a loro un sedicente sudanese racconta di essere partito con gli altri suoi compagni 5 o 6 ore prima dalla Libia: “Siamo in difficolta’”, grida una voce che si mischia allo sciabordio delle onde, al soffio del vento e al rumore di un motore. La Telecom conferma: la chiamata parte da un satellitare. Quanto basta per allertare la sala operativa della questura e, da qui, il Comando generale della Guardia costiera. “E’ da lodare il senso civico del pensionato – sottolinea Musti -, che ha pensato giustamente di sollecitare il nostro aiuto. E la prontezza di spirito dei nostri due operatori, che hanno capito al volo la situazione e permesso che la macchina dei soccorsi si mettesse in moto”. (AGI) 

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