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Migranti: vertice Ue. L'Ungheria attacca, "leader irresponsabili"

(AGI) – Lussemburgo, 5 set. – Quanto sta accadendo in Ungheria, le masse di migranti che cercano di raggiungere la Germania senza accettare di farsi registrare, e’ la conseguenza, secondo il ministro degli Esteri di Budapest Peter Szijjarto, del “fallimento della politica europea sulle migrazioni” oltre che delle “irresponsabili dichiarazioni di alcuni leader europei”. In questo modo, il rappresentante del governo Orban ha commentato a Lussemburgo le aperture all’accoglienza dei rifugiati da parte della Germania. Szijjarto ha ricordato che “l’Ungheria cerca di rispettare le regole di Schengen e Dublino” che prevedono di registrare i rifugiati nel Paese in cui arrivano per chiedere asilo e di impedirne l’ingresso illegale.

L’emergenza immigrazione e’ sul tavolo dei ministri degli Esteri Ue riuniti a Lussemburgo per il Consiglio informale (formato “Gymnich”): dalle 8 e 30, i capi delle diplomazie dei Ventotto, guidati dal ministro lussemburghese Jean Asselborn, presidente di turno, e dall’alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini, sono riuniti per affrontare gli ultimi sviluppi della crisi. In particolare, mentre tutti si dicono consapevoli della necessita’ di gestire in modo comune l’emergenza umanitaria, non sembra appianarsi la divergenza fra chi, soprattutto a Est, e’ decisamente contrario alla suddivisione obbligatoria dei rifugiati, e chi invece propone che la solidarieta’ si esprima attraverso una condivisione di tutti del problema, attraverso la fissazione di quote secondo criteri precisi. I ministri europei, che oggi non potranno prendere decisioni, discuteranno di una piu’ efficace politica Ue per affrontare le cause delle migrazioni, attraverso un’attiva presenza nei Paesi di origine e transito, e il passaggio alla ‘fase due’ della missione navale nel Mediterraneo, per agire nelle acque internazionali contro i trafficanti di esseri umani. Ancora, i Ventotto discuteranno sulla base di un documento congiunto presentato da Italia, Francia e Germania, in cui si ipotizza fra l’altro una sistematica gestione comune dei confini esterni, oltre che un’equa ripartizione dei rifugiati.

L’emergenza migranti e’ molto pressante e anche i Paesi piu’ “refrattari” all’accoglienza, in particolare quelli dell’Est dell’Europa, se ne rendono conto, e arrivano a Lussemburgo per discutere della questione nella riunione informale dei ministri degli Esteri con un atteggiamento meno rigido. “Sono qui per discutere”, ha dichiarato il ministro lituano, Linas Linkevicius, “e siamo pronti ad accettare una discussione sulla solidarieta’ su base volontaria”. L’argomento delle ‘quote’ per la redistribuzione resta pero’ un ostacolo: “Invece di continuare a proporre questi numeri”, ha detto il rappresentante del governo di Vilnius, “dovremmo cercare di capire quello che sta succedendo e fare una distinzione fra chi scappa da una guerra e chi vuole una vita migliore: non sono sicuro che possiamo permetterci di accogliere tutti”. Il ministro lituano ha sottolineato l’importanza di un migliore controllo dei confini, apprezzando la proposta presentata da Italia, Francia e Germania di “sistematizzare un sistema di controllo comune dei confini esterni”.

La Slovacchia rifiuta l’etichetta di Paese che non si vuole far carico del problema dei migranti: come ha detto il ministro degli Esteri di Bratislava, Miroslav Lajcak, prima della riunione informale del Consiglio che oggi a Lussemburgo affrontera’ proprio le questioni legate all’emergenza immigrazione, “vogliamo essere parte della soluzione, non e’ vero che non vogliamo condividere questo carico”. “Noi proponiamo che oggi si discuta delle cause di questo fenomeno”, ha aggiunto. “E’ necessario che stabilizziamo ii confini esterni e che difendiamo lo spazio Schengen, altrimenti ci sara’ un effetto di attrazione. Non dobbiamo prendere decisioni arbitrarie: la questione e’ molto complessa e serve una soluzione articolata”. (AGI) .

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