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Migranti:arrestati 367 in Ungheria La rotta si sposta verso Croazia

(AGI) – Qubekhaza (Ungheria), 16 set. – Tecnici ungheresi hanno cominciato a segnare il percorso della barriera da erigere al confine con la Romania, preparandosi a estendere quella gia’ realizzata alla frontiera con la Serbia. Ingegneri ed esperti sono stati visti fare misurazioni sul terreno, alla presenza di una decina di poliziotti e soldati. Il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, martedi’ aveva annunciato la costruzione della barriera al confine con la Romania per bloccare l’afflusso di migranti. Una decisione condannata da Bucarest come scorretta tra due Paesi membri dell’Ue. Sono stati 367 i migranti riusciti a entrare in Ungheria, martedi’, dopo l’entrata ni vigore della nuova, piu’ dura legge anti-immigranti e sono stati tutti fermati dalla polizia. Dei 367, hanno fatto sapere le autorita’, 316 sono accusati di aver danneggiato la barriera di filo spinato eretta alla frontiera serba e 51 per averla semplicemente attraversata, reati per i quali rischiano rispettivamente 5 e 3 anni di carcere. Lunedi’, ultimo giorno prima dell’entrata in vigore della nuova legge che prevede l’arresto, il processo per direttissima e l’espulsione per chi entra illegalmente nel Paese, erano entrati nel Paese 9.380 migranti, un numero record secondo la polizia. I migranti entrati nell’Ue attraverso la Croazia saranno autorizzati a proseguire il cammino e quindi dirigersi verso l’Europa occidentale: lo ha assicurato il premier croato, Zoran Milanovic, confermando che nella notte circa 150 persone hanno attraversato il confine dalla Serbia. “La Croazia e’ assolutamente pronta a ricevere queste persone o indirizzarle dove vogliono andare, ovvero ovviamente la Germania e i Paesi scandinavi”, ha detto dinanzi al Parlamento. “Saranno in grado di attraversare la Croazia e li aiuteremo: noi siamo pronti”. Il ministro dell’Interno croato Ranko Ostojic ha comunicato che sono 277 i migranti entrati finora in Croazia dalla Serbia dopo la chiusura del confine serbo-ungherese. “Il numero e’ cresciuto”, ha detto in parlamento. Il premier Zoran Milanovic ha fatto sapere che incontrera’, probabilmente domani, il cancelliere austriaco Werner Faymann. “E’ evidente che queste persone non vogliono restare in Croazia”, ha detto Milanovic. La polizia tedesca ha “rafforzato” i controlli su una parte della sua frontiera con la Francia, nella regione dell’Alsazia, a causa della crisi migratoria. Lo ha reso noto un portavoce della polizia federale. “Nel land del Baden-Wuerttemberg, frontaliero con l’Alsazia, abbiamo rafforzato l’intensita’ dei nostri controlli come la situazione richiede”, ha spiegato un portavoce. “Su luoghi e tempistica dei controlli siamo flessibili”. Per governare il fenomeno dei migranti serve “una gestione comune dell’Unione”. Sergio Mattarella, dopo il colloquio con il suo omologo austriaco Heinz Fischer, si dice convinto che “occorre un’assunzione di responsabilita’ da parte dell’Unione”. Per il capo dello Stato quello dei migranti e’ “un fenomeno epocale, con una dimensione ed un ritmo crescente, che richiede di essere governato non dai singoli Stati, che non sarebbero in condizione di farlo, ma da una gestione comune dell’Unione”. “L’idea degli hotspot e’ sicuramente da realizzare, ma il fenomeno dei rifugiati deve essere all’ordine del giorno di un vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea”. Lo ha detto il presidente austriaco, Heinz Fischer, al termine del suo colloquio con Sergio Mattarella, a Vienna. Fischer che ha annunciato che l’Austria, nel 2016, ricevera’ 80-100mila richieste di asilo ed ha gia’ visto transitare sul suo territorio fino a settembre 60mila migranti, si e’ detto convinto che “serve una ripartizione equa dei migranti in Europa”. Fischer ha sottolineato come l’intesa con la Germania sia totale e ha informato il capo dello Stato all’indomani dell’incontro tra la cancelliera tedesca e il premier austriaco. “Ora il flusso dei migranti al confine con l’Ungheria sta calando, tale flusso si sposta verso altri confini e dobbiamo decidere come procedere”. “Decisivo”, tra l’altro, per Fischer saranno le politiche a favore della pace in Siria. (AGI) .
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