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Minculpap

Articolo di Enzo Marzo (criticaliberale.it 15.9.15)

“”Da vari decenni il “Corriere della sera”, quello che dovrebbe essere il portavoce della borghesia italiana, si distingue tra tutti i quotidiani per il suo clericalismo. Qualche volta batte persino l’”Avvenire”. Da troppo tempo il conformismo lo porta a cadere in deliquio per il papa regnante. I papi per definizione per il “Corriere” sono buoni, saggi, degni di attenzione e di obbedienza cieca da parte dei governanti italiani. Tutti, anche se un papa è l’opposto dell’altro. Tutti i pontefici sono anche grandissimi comunicatori, anche se comunicano valori contrastanti e populismi di stile diversissimo. Acuti editorialisti che hanno sbrodolato lodi acritiche per papa Wojtyla continuano a sbrodolare lodi acritiche per papa Francesco, ostentando di non capire le differenze. Hanno lodato con superlativi assoluti la pompa controriformistica e hollywoodiana del papa polacco, o l’eleganza retrò e ambigua del papa tedesco, ora cadono in ginocchio di fronte alla semplicità francescana del papa argentino. Tra il papa che protegge e fa cardinale Marcinkus, uno dei maggiori delinquenti che abbiano calcato le scene vaticane nell’ultimo secolo, e quello che tenta di mettere ordine nello Ior, non c’è alcuna diversità, e vanno ammirati e santificati entrambi.
Conformismo solo? Non credo, semmai è il cinismo massimo di chi pensa che fondamentale sia soltanto la permanenza ad oltranza della nomenclatura vaticana, che può essere garantita anche da opposte politiche, secondo i tempi. Basta che nulla cambi, secondo il motto dei reazionari d’ogni epoca.
Però così non si evitano veri e propri incidenti. Come se una velina minculpap regnasse sovrana nella redazione, ogni minimo pettegolezzo o dimostrazione di populismo di basso conio di Francesco viene esaltato e ingigantito. Il papa va a farsi gli occhiali? Prima pagina, tre colonne, un commentatore e due giornalisti al seguito. Nessun senso del ridicolo. Passano appena tre giorni: dopo molti decenni in cui i preti italiani si distinguono come i massimi evasori fiscali d’Italia (nonostante la concorrenza spietata) con la complicità dei governanti di destra , di centro e di sinistra e nonostante le bacchettate dell’Europa, lo stesso papa, quello degli occhiali, riconosce che non è bello per i prelati commercianti-albergatori evadere le tasse o arroccarsi su privilegi ingiusti. Un caso classico di scuola giornalistica: un prete che paga le tasse è davvero il padrone che morde il cane. Per tutti, ma non per il ”Corriere della sera” che dedica in prima pagina a questa “piccolo” riconoscimento che rovescia la politica ecclesiastica dall’Unità d’Italia ad oggi ben sei righe. Giornalismo clericale e cialtrone? Sì, giornalismo clericale e cialtrone.””

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