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Misteri di curia. Vale di più il bollettino di Pell o il “rescriptum” papale?

autografo2Da qualche giorno circola in Vaticano il terzo numero del Bollettino della segreteria per l’economia della Santa Sede, il nuovo dicastero creato da papa Francesco per governare il sistema economico e finanziario vaticano.

Si tratta di un documento smilzo, due facciate, che pochi hanno letto, ma ricco di informazioni.

Innanzitutto esso illustra, anche con un grafico,

la struttura della segreteria alla luce del motu proprio dello scorso 8 luglio con cui papa Francesco ha trasferito la sezione ordinaria dell’APSA al dicastero in questione.

La segreteria per l’economia – chiarisce il Bollettino – “è costituita da due sezioni operative: 1) la Sezione di Controllo e Vigilanza, 2) la Sezione Amministrativa, unitamente all’Ufficio del Prefetto”, che è il cardinale australiano George Pell.

L’ufficio del prefetto, spiega il Bollettino:

“- assiste il Cardinale Prefetto nell’amministrazione e nella supervisione della Segreteria;
– sviluppa le nuove politiche e le procedure per la valutazione del Prefetto e del Consiglio per l’economia [organismo di porporati e laici guidato dal cardinale di Monaco Reihnard Marx, ndr] e controlla l’attuazione di esse da parte di ogni Sezione ed ente menzionato negli Statuti della Segreteria per l’economia [che però devono essere ancora varati, ndr];
– assiste il Segretario di ogni Sezione [monsignor Alfred Xuereb per la prima e monsignor Luigi Mistò per la seconda, ndr] nello svolgimento delle proprie responsabilità;
– sovrintende i processi di assunzione dello staff, la gestione dei dipendenti e le loro prestazioni nella Segreteria;
– fornisce un supporto amministrativo agli uffici della Segreteria”.

L’ufficio del prefetto, che ha come direttore l’australiano Danny Casey, comprende inoltre “l’Area di Project Management, che gestisce le attività progettuali della Segreteria, e il suo organico è principalmente costituito da personale distaccato della Curia e da consulenti/collaboratori esterni con incarichi temporanei”.

La Sezione di Controllo e Vigilanza, informa sempre il Bollettino:

“- promuove l’attuazione delle politiche, dei sistemi e delle procedure di gestione economica;
– revisiona e approva i bilanci preventivi e consuntivi delle Amministrazioni e li consolida;
– controlla le operazioni delle Amministrazioni attraverso l’analisi dei risultati”.

“Attualmente questa sezione – aggiunge il notiziario – fornisce collaborazione e supporto ai progetti della Segreteria. La sua struttura ed i suoi compiti si svilupperanno quando le attività progettuali di financial management saranno completate”.

La sezione amministrativa, specifica il Bollettino:

“- gestisce e supervisiona l’amministrazione degli immobili;
– implementa le procedure di appalto e di acquisto;
– amministra i sistemi e le procedure di gestione del personale;
– assiste il Fondo Pensioni e il FAS [il sistema sanitario vaticano, ndr]“.

“Questa sezione – prosegue il notiziario – comprende principalmente il personale che costituiva la precedente sezione ordinaria APSA che continua a svolgere le attuali funzioni. Inoltre, fornisce supporto al lavoro progettuale della Segreteria per l’economia”.

Il Bollettino anticipa poi che per fine ottobre sarà presentato un nuovo ‘format’ per il budget del 2015 dei vari enti e che, “a supporto di queste nuove procedure di budget e di financial management che sono in corso di elaborazione sotto la supervisione del Consiglio”, la Segreteria per l’economia “sta preparando il Manuale dei principi di financial management” che sarà “di ausilio a tutte le Aree ad essere conformi alle richieste del Consiglio di aderire agli standard internazionali”.

Il notiziario infine offre due ulteriori informazioni.

La prima: a inizio settembre, nella riunione del Consiglio per l’economia, “è stato costituito un gruppo di lavoro finalizzato alla realizzazione di una nuova Tesoreria Centrale” e il Consiglio “si è impegnato a concludere il lavoro per la fine del 2014″.

La seconda: “Al fine di migliorare l’accessibilità e la comunicazione con la Segreteria per l’economia, stiamo pianificando di procedere, appena possibile, al trasferimento degli uffici dalla Torre San Giovanni”, che in effetti è molto periferica, in nuovi spazi “più vicini agli uffici amministrativi ed operativi con i quali collaboriamo”. Nel caso si tratti degli uffici della ex sezione ordinaria dell’APSA accadrà quindi che il prefetto della segreteria per l’economia avrà il proprio ufficio nella stessa prima loggia del Palazzo Vaticano dove lavora e abita il segretario di Stato.

Il Bollettino finora citato porta la data del 26 settembre. Ed è quindi posteriore a un altro documento, di per sé più autorevole, citato in un recente articolo de “l’Espresso” e riprodotto fotograficamente sul sito Dagospia.

Il documento in questione è un “Rescriptum ex audientia” consegnato al cardinale Domenico Calcagno, cioè un ordine di servizio susseguente all’udienza concessa l’8 settembre allo stesso porporato, con cui papa Francesco, confermando il suo motu proprio dell’8 luglio, ha autorizzato il cardinale Calcagno, ancora nominalmente presidente del’APSA, a:

“1. studiare e porre soluzioni riguardo la necessità di qualche figura professionale nell’organico del dicastero, a partire dal quadro delineato nel citato motu proprio;

2. costituire, all’interno dell’APSA, quanto necessario per l’esercizio dei poteri e dei diritti inerenti ai beni di cui resta o diverrà titolare per conto della Santa Sede;

3. perfezionare quanto prima, con le necessarie collaborazioni, il funzionamento degli strumenti necessari all’ordinato svolgimento delle funzioni attribuite al Dicastero, senza assumere altro personale di fuori”. Queste ultime sei parole sono significativamente aggiunte a penna e siglate “F.” da papa Francesco rispetto al resto del testo che è dattiloscritto.

Questo “Rescriptum” è stato interpretato nel citato articolo de “l’Espresso” come un segno di indebolimento dei poteri di Pell, perché con esso il papa, “senza avvertire” il cardinale australiano, avrebbe “autorizzato Calcagno a mettere mano alla riforma dell’ente che amministra il patrimonio vaticano, che dovrebbe diventare una sorta di banca centrale del Vaticano”.

In realtà però il Bollettino sfornato dagli uffici di Pell due settimane dopo il “Rescriptum” non sembra mostrare alcun tentennamento sul fatto che ormai è la segreteria per l’economia la titolare delle competenze una volta riservate all’APSA, compresa la gestione di buona parte del patrimonio immobiliare vaticano.

Rimane il mistero di quale possa essere il significato reale del “Rescriptum” papale, che di per sé avrebbe un valore giuridico superiore a quello di un ufficioso Bollettino informativo.

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/10/02/misteri-di-curia-vale-di-piu-il-bollettino-di-pell-o-il-rescriptum-papale/

 

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