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Monito di Fassino, nessuna alleanza con chi spacca il Pd

“Sono stato per sette anni segretario dei Ds, so cos’è il valore dell’unità. Non ha senso fare la scissione, creare un partito della sinistra che dovrebbe poi fare cosa? Certamente non potrebbe allearsi con il Pd che ha spaccato. Lo dico a D’Alema e alla minoranza dem”. Così Piero Fassino, intervistato da ‘Repubblica’.

Spaccare il Pd signiofica perdere le elezioni

“La scissione – aggiunge – sarebbe un atto che ha come unica conseguenza di impedire che il centrosinistra vinca le elezioni. Consegnerebbe il Paese alla destra o a Grillo”. Quanto alla richiesta di dimissioni rivolta da Cuperlo a Renzi, Fassino osserva: “Non vedo quale beneficio dalle dimissioni di Renzi. Se si vuole condurre la legislatura fino alla scadenza del 2018, allora si fa il congresso”. E comunque scegliere tra votare a giugno 2017 o a febbraio 2018, “dipende da come si valuta la possibilità di tenuta del quadro politico”.

Fassino, che auspica “tempi rapidi” per la legge elettorale, spiega: “Non credo che la prospettiva sia il listone, a meno che non rimanga il premio alla lista vincente. Ma se si va verso un sistema elettorale che sollecita le coalizioni, allora la coalizione è caratterizzata da una pluralità di liste. Il premio appunto potrà andare alla coalizione”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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