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Monza, lo studente è gay: lasciato fuori classe da solo. “Mio figlio discriminato”

La vicenda, riportata dal Giornale di Monza, riguarda un ragazzo di 16 anni iscritto a un istituto cattolico professionale della città brianzola che da mercoledì scorso è costretto a “seguire” le lezioni dal corridoio. I genitori hanno denunciato la vicenda ai carabinieri e oggi la mamma del giovane ha scritto una lettera al preside
di F. Q. – 29 settembre 2015 –

“Fatto gravissimo, inconcepibile, per il quale chiediamo l’intervento fermo e severo del Miur“, ha commentato l’Arcigay riguardo la vicenda dello studente gay costretto a rimanere fuori dalla classe di una scuola cattolica di Monza. Flavio Romani, presidente dell’associazione, ha detto che “spetta infatti al Ministero di inviare tempestivamente i propri ispettori. Qualora le circostanze fossero confermate, e il modo in cui il dirigente scolastico rivendica i suoi provvedimenti pare lasciare pochi dubbi, sarebbero doverose l’immediata interruzione di qualsiasi forma di accreditamento pubblico e l’applicazione di qualsiasi strumento per sanzionare una pratica discriminatoria grave, perché violenta nel messaggio e estremamente dannosa. Non esiste – ha spiegato Romani – alcun catechismo che in Italia valga più della nostra Carta costituzionale“.

Uno studente di 16 anni è stato costretto a stare in corridoio perché gay dichiarato. La vicenda, riportata dal Giornale di Monza, riguarda un ragazzo iscritto all’Istituto cattolico professionale Ecfop della città brianzola. A costringerlo a rimanere in fondo al corridoio, da solo, è stato il Preside della scuola di via Manara 34 con la motivazione che il ragazzo, iscritto all’istituto dal 2014, con i suoi comportamenti “influenza negativamente gli altri ragazzini e vanno protetti gli altri bambini”.
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Da mercoledì scorso, lo studente –  di religione ortodossa –  non può più stare in classe con i compagni e la mamma, venuta a conoscenza della situazione, dopo averla documentata con fotografie, ha deciso di denunciare la vicenda ai carabinieri. “Mio figlio viene discriminato solo perché è gay. I suoi voti sono buoni – dice ai militari – e gli insegnanti mi dicono che è bravo”. Ai militari la donna racconta la motivazione della scelta “incomprensibile e ingiusta” che ha portato il dirigente scolastico a punire il figlio: “Quando ho chiesto come mai fosse in corridoio, mi hanno spiegato che è per via di una fotografia pubblicata su Instagram nella quale mio figlio è nudo assieme a un altro ragazzo”.

In realtà, nella foto i due giovani sono ritratti dalla vita in su. “Non capisco dove sia il problema – ha precisato la madre – non l’ha scattata a scuola”. Dopo l’episodio discriminatorio, il ragazzo è tornato a casa piangendo. “Non vuole più tornare a scuola e questo mi dispiace – ha detto il padre – non è in questo modo che si educano i ragazzi”. A seguito dell’allarme lanciato giovedì dai genitori del ragazzo, il direttore dell’istituto, interpellato dal Giornale di Monza, si è limitato a rispondere con un breve comunicato: “Vi assicuriamo che non facciamo discriminazioni sessuali né razziali. La nostra attenzione – si legge nella nota – è alla formazione professionale dei giovani, seguendo il dettame della pastorale sociale della Chiesa cattolica”. E oggi, il quotidiano brianzolo ha pubblicato la lettera della mamma rivolta al Preside. “Chi vigila su mio figlio mentre è fuori da solo? E’ questa l’accoglienza di cui si parla nell’Ecfop? Lei preferisce forse che io trasferisca mio figlio in un’altra scuola, così da non avere più noie da parte sua? Attendiamo una risposta scritta”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/29/monza-lo-studente-e-gay-lasciato-fuori-classe-da-solo-mio-figlio-discriminato/2077568/

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