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Moon Express, 20 milioni di dollari per atterrare sulla luna nel 2017

 
Quest’anno torna la corsa allo spazio. La meta è la stessa: la luna. A contendersela, però, non sono i governi spinti dalla guerra fredda ma le imprese private, finanziate da risorse private. Al momento, il concorrente che pare essere in vantaggio è Moon Express. La società americana, fondata nel 2010, ha ottenuto un finanziamento serie B da 20 milioni di dollari. La sua raccolta complessiva arriva così a 45 milioni, abbastanza per finanziare interamente uno sbarco lunare. Ci sono riusciti già Stati Uniti, Unione Sovietica e Cina, ma sarebbe la prima volta per un’azienda.
Moon Express ha già un primato: nel luglio 2016, è stata la prima società privata ad ottenere l’autorizzazione governativa a sperimentare viaggi lunari. Fino a ora, il via libera si era fermato all’orbita terrestre.
“È stata una decisione storica”, affermava lo scorso agosto il ceo Bob Richards. “Adesso siamo liberi di salpare verso l’ottavo continente della Terra”.
La tabella di marcia prevede il lancio del primo razzo entro gennaio, da Cape Canaveral. Per poi atterrare sul suolo lunare entro l’anno. Moon Express dovrà fare in fretta: il 2017 è il termine ultimo per aggiudicarsi il concorso che sta spingendo la nuova corsa allo spazio. Il Lunar Prize promosso da Google mette in palio milioni di dollari.
Venti andranno alla prima società che riuscirà ad atterrare sulla luna, percorrere 500 metri e spedire in tempo reale dati, video ad alta risoluzione e a 360 gradi. Premio di consolazione da 5 milioni per il secondo classificato. Al montepremi, si aggiungono alcuni bonus: 4 milioni a fornisse dati scientifici supplementari; altri 4 milioni alla spedizione che riuscisse a filmare le attrezzature delle missioni Apollo ancora presenti sul satellite; 2 milioni in più al team che percorra 5 chilometri (oltre i 500 metri obbligatori); 2 milioni per una permanenza aggiuntiva di un secondo giorno e 4 milioni se la spedizione provasse con certezza che sulla luna c’è acqua. Tutto questo a patto che la missione venga conclusa, appunto, entro il 2017. Moon Express dovrà quindi vedersela prima di tutto con il tempo. Oltre che con le altre società che puntano il Lunar Prize: l’israeliana SpaceIL, Team Indus (partecipato da India e Giappone) e il gruppo internazionale di Synergy Moon.
Con il round da 20 milioni appena incassato, Moon Express sembra aver superato l’altro vincolo imposto dal Lunar Prize: il 90% delle risorse finanziarie deve arrivare da privati, limitando il più possibile il contributo di enti governativi. Una scelta che, in teoria, dovrebbe dare priorità ai progetti che non si fermano all’esplorazione scientifica ma cercano anche un ritorno economico. Una convinzione in linea con quelle di Moon Express, che vede il proprio business basato su turismo spaziale e approvvigionamento di nuove risorse. Sul proprio sito, la società definisce l’esplorazione lunare “decisiva per il futuro del pianeta”.
“Nell’immediato futuro – afferma il presidente Naveen Jain – miriamo a reperire preziose risorse come metalli e rocce lunari”. Poi “i viaggi spaziali diventeranno la nostra unica via per assicurare un futuro eterno ai nostri figli”. Un futuro che, secondo Moon Express, non sarebbe così lontano: “Entro 15 anni, la luna sarà una parte importante dell’economia terrestre”.  

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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