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Morena o Rebibbia? Sfida Zerocalcare-Celestini sulla periferia migliore di Roma

Le periferie sono luoghi di soluzioni incredibili, dicono  Zerocalcare e Ascanio Celestini, fumettista il primo e attore il secondo, che ieri sera si sono ritrovati all’Ex Dogana di San Lorenzo in compagnia del diretore di Radiotre, Marino Sinibaldi. Cosa hanno in comune questi due personaggi? La voglia di raccontare i sobborghi romani, anche se per “campanilismo” ognuno cerca di far apparire migliore quello dal quale proviene.

Rebibbia o Morena chi è la regina? Ci hanno provato in tutti i modi a eleggere la migliore durante la serata dedicata al dialogo tra le due periferie, una chiacchierata che si è svolta nella cornice dell’Ex Dogana, uno spazio completamente recuperato alle porte del quartiere San Lorenzo a Roma. Ma alla fine quello che è emerso è che con tutte le difficoltà e i problemi che questi quartieri hanno è sempre meglio trascorrere lì il tempo invece che andare in centro. 

Periferie orfane di tutto…anche dei cocomerari

Nelle afose serate d’estate una volta ci si ritrovava giù per le strade del quartiere a scambiare quattro chiacchiere e a trovare refrigerio dal “cocomeraro” di fiducia che per pochi spicci vendeva a chi non poteva permettersi di andare in ferie una fetta d’anguria, che in romano si chiama appunto “cocomero”. Ora, invece, sottolinea il direttore di Radio3, “le periferie sono state desertificate dalla tv e dagli impianti di condizionamento”. I bar chiudono prima, i cocomerari non ci sono più perchè ci si rintana a casa davanti a un film e al fresco dell’aria condizionata. 

 

 

Di tutt’altro avviso Zerocalcare che ammette che al centro di Roma non ci va “da quando avevo 15 anni” perché “mi mette un’angoscia terribile; le strade sono strette e ho il terrore di rimanere incastrato lì con la macchina, non riuscirei mai a parcheggiare. Se mi catapultano su ponte Garibaldi – spiega – è vero che è tutto bello, ma se devo pensare che mi devo imbarcare per arrivare fino a lì penso ‘ma chi ca.. me lo fa fare?’ Non c’è proprio nulla che mi attrae minimamente”.

“A Rebibbia abbiamo anche il Mammut”

“Per mettere una pietra tombale su quale sia il quartiere migliore, dico solo che a Rebibbia abbiamo un comitato di quartiere fighissimo che si chiama Mammut, perché noi a Rebibbia abbiamo anche un mammut – non come a Primavalle o a Morena -“, scherza il fumettista. Il Mammut è anche il nome del Murale dipinto nel 2014 nei pressi dell’uscita della metropolitana di Rebibbia da Zerocalcare. Il mammut è un animale ricorrente nei disegni del fumettista che lo ha preso come simbolo del suo quartiere dove anni fa erano state rinvenute alcune zanne dell’animale preistorico

“Questo comitato di quartiere ha fatto un sacco di cose, ha riqualificato un campetto senza chiedere niente a nessuno, fa il doposcuola ai ragazzi, organizza ogni anno una festa nei giorni del patrono di Rebibbia, una festa che ormai è più grande, più partecipata e più divertente della festa del prete”.

“Le vere periferie sono quelle che non vediamo”

Per Ascanio Celestini “le vere periferie sono quelle che non vediamo, quelle che non conosciamo”, l’attore si riferisce a quelle zone dove “non ci sono le case ma i palazzi occupati, parlo di via Tiburtina, via di Salone, vicino al Raccordo anulare, lì – ha raccontato – ci sono persone che dormono ammucchiate nelle case occupate ed escono per andare a lavorare. Quelle – sottolinea – sono le vere periferie, lì non c’è nient’altro e sono quelle le periferie vere”. 

La virata a destra dei quartieri operai

I quartieri storicamente di sinistra e operai della Capitale si sono trasformati in zone prevalentemente di destra, e dall’altro lato, con l’ultima tornata elettorale, quartieri borghesi come il centro storico e i Parioli hanno preferito votare per il centro sinistra. Cosa è cambiato? Chiede Sinibaldi. A rispondere è Zerocalcare secondo il quale questi quartieri, dove è fortemente sentita la tematica della presenza degli stranieri, “in verità sono diventati 5stelle”. Ma il problema vero, ha sottolineato, è “pensare che sia normale sentire in tv uno che dice che le case popolari vengono date agl stranieri, io non so dove abitiate voi, – ha proseguito –  ma quasi non ci stanno stranieri nelle case popolari; eppure questo argomento è martellante e continuo. Dieci anni fa, mi ricordo che era Forza Nuova che diceva che bisognava aiutarli a casa loro, ora è il candidato di centro sinistra a dirlo”. 

La città come un salotto è un’idea cattiva

Per Zerocalcare “l’idea di città come salotto è un’idea cattiva”, perchè scatena nelle persone l’istinto che, in nome della bellezza e del senso civico, si possa cacciare un senza tetto perché non rispetta il decoro urbano. “Leggendo i commenti sotto le gallery dei grandi quotidiani che chiedono ai cittadini di segnalare la presenza di sporcizia, si trovano commenti di gente cattiva che dice di mettere la tagliola nei cassonetti così tagliano le mani a chi va a rovistarci dentro, è una cosa tremendamente cattiva, è mostruosa. Poi ti vai a vedere il profilo di chi ha scritto il commento ed è uno che posta solo foto dei gattini e allora ti chiedi cosa ha in testa la gente?”. 

E a proposito della violenza dei commenti sul web, Celestini ha sottolineato che “anche quando leggiamo messaggi violenti e velenosi, dietro ci sono persone che non sono poi così tanto cattive, ma che si prendono la libertà di esserlo però solo nello spazio di quelle due righe di messaggio. Penso che ci sia del buono anche in queste persone, in questi nazisti di internet. Sono persone spesso violente perché si sentono rappresentate da persone violente e usano parole violente perché non gliene hanno insegnate altre. Ed è così che i partiti pescano voti in maniera più semplice”. 

 

 

Elisa Trincia

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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