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Morire di fame dopo un mese di vita, in Siria

È emergenza umanitaria a Ghouta, la regione a est di Damasco controllata dagli insorti e assediata dall’esercito fedele al governo di Bashar al-Assad. L’agenzia France Presse ha diffuso una serie di fotografie che descrivono le terribili condizioni di malnutrizione di molti bambini e neonati, come Sahar Dofdaa, meno di due chili di peso, le ossa a fior di pelle, morta di fame domenica scorsa, ad appena un mese dalla nascita, nella città di Hamouria. La madre, spiega l’agenzia, non è stata in grado di allattarla al seno in quanto anch’essa denutrita.

Eppure Ghouta è una delle aree di “de-escalation” previste da un accordo, mediato da Russia e Turchia, per ridurre le violenze nel Paese levantino, straziato dalla guerra civile da oltre sei anni e mezzo. Gli aiuti internazionali non arrivano in quantità sufficiente, da una parte per i limiti all’accesso posti dal governo, dall’altra per gli scontri tra fazioni dell’opposizione, che rendono ancora più difficile consegnarli. Il risultato è un fiorente mercato nero che ha reso i beni di prima necessità troppo costosi (un chilo di zucchero viaggia sui 15 dollari) per la maggior parte della popolazione, costretta a vivere di orzo, olive e piante bollite. 

“Abbiamo poche riserve, tanti altri bambini moriranno”, ha spiegato al Guardian una fonte degli aiuti, che ha richiesto l’anonimato. E la situazione di Goutha si ripete in altre città della Siria, e vede alternarsi ribelli e governativi nella parte dei carnefici di circa 3 milioni e mezzo di persone, assediate da militari o da miliziani in città diventate trappole senza uscita.

Yahya Abu Yahya, un medico attivo negli ospedali dell’area, ha spiegato a France Presse che dei 9.700 bambini esaminati negli ultimi mesi, 80 soffrivano – come Sahar – delle più gravi forme di malnutirzione, 200 mostravano segni di malnutrizione acuta e altri 4 mila avevano problemi nutritivi. “Migliaia di bambini sono in pericolo”, ha avvertito l’attivista Raed Srewel, “senza un’iniziativa internazionale o una mossa dell’Onu, le conseguenze saranno estremamente pericolose: Ghouta diventerà una catastrofe umanitaria”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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