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Morta dopo aborto, 12 medici indagati a Catania

Catania – I dodici medici del reparto di Ginecologia e ostetricia del ‘Cannizzaro’ di Catania sono stati indagati dalla Procura etnea per la morte di Valentina Milluzzo, la 32enne deceduta dopo avere dato alla luce due gemellini senza vita. Non è indagato il primario Paolo Scollo, non presente il giorno del morte della donna. Contestato il reato di omicidio plurimo colposo. “Un atto dovuto per compiere atti irripetibili come l’autopsia”, sottolineano dalla Procura di Catania.

“Medico obiettore ha rifiutato intervento”

La 32enne, al quinto mese di gravidanza, è morta 12 ore dopo aver partorito prematuramente un maschietto e una femminuccia senza vita. Valentina Milluzzo si era sottoposta a procreazione assistita. Era stata ricoverata il 29 settembre al reparto di Ostetricia e Ginecologia, ma – secondo quanto raccontano i familiari – il suo quadro clinico è precipitato in poche ore.

LA VERSIONE DELL’OSPEDALE DI CATANIA
Valentina Milluzzo ha avuto un primo aborto spontaneo alle 23.30 di sabato 15 ottobre, un secondo indotto dal medico di turno con l’ossitocina alle 1.40, domenica 16 ottobre, ed è deceduta alle 13.45 successive, si ipotizza per le complicanze di un’emorragia causata da un’infezione. E’ la ricostruzione fornita ai giornalisti dal primario Paolo Scollo. Il medico ha detto: “La macchina terapeutica si è messa in moto subito e in maniera adeguata. La paziente era stata ricoverata il 29 settembre, dopo l’induzione di una gravidanza con la procreazione assistita, per minaccia di doppio parto abortivo. E’ stata sottoposta a cura antibiotica. Il 15 ottobre ha un piccolo febbrile, ed è trasferita nel reparto di semi intensiva. E’ sottoposta all’esame della procalcitonina, che non tutti gli ospedali eseguono, perché c’è il sospetto di un’infezione in corso. Il dato che emerge è elevato – ricostruisce Scollo – e nel frattempo, alle 23.30, avviene il primo parto spontaneo. Vista la gravità della situazione il medico induce con l’ossitocina il secondo parto abortivo, che avviene all’1.40”. Per il professore alla donna “non poteva essere praticato un’isterectomia”, intervento chirurgico all’utero, perché “sarebbe morta per emorragia, per i parametri ematici rilevati”. Il decesso sarebbe avvenuto a causa di una sepsi, una violenta infezione. “Ma su questo – ha precisato il primario – è meglio attendere l’esito dell’autopsia”. Secondo il direttore generale, Angelo Pellicanò, “sono state rispettate tutte le procedure secondo gli standard scientifici condivisi. Non ci risulta assolutamente che il medico si sia dichiarato obiettore di coscienza, in quella sede e con i familiari di Valentina Milluzzo? Perché loro hanno detto cosi’? Dovete chiederlo a loro”. Ha poi riferito che “l’ospedale ha avviato un’indagine interna”.  (AGI).

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