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morte nera 

Una ricerca dell’università di Oslo fatta, da quanto riporta la Bbc, in collaborazione con quella di Ferrara, ha riabilitato i ratti e le pantegane della fine del XIV secolo: non solo loro ad aver causato la diffusione della cosiddetta “morte nera”, la peste che tra il 1347 ed il 1351 uccise 25 milioni di persone in Europa, riducendo di oltre un terzo la popolazione del vecchio continente.

I ricercatori dei due atenei, scrive la Bbc, attribuiscono la responsabilità alla scarsa – o meglio, del tutto assente – igiene degli esseri umani. Questo causo’ che le pulci e i pidocchi di cui erano infestanti, tanto quanto i ratti, gli abitanti dell’Europa all’epoca furono il veicolo di contagio. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista “Proceedings of the National Academy of Science”, e si basa sui registri delle vittime e sull’analisi della propagazione.

“Abbiamo buoni dati della mortalità dallo scoppio dell’epidemia in nove città europee”, ha spiegato il professore Nils Stenseth di Oslo, “grazie ai quali siamo riusciti a realizzare la dinamica” della diffusione della Morte Nera 
Lui e i colleghi hanno simulato la diffusione della peste attraverso 3 ‘veicoli’ di contagio: topi, trasmissione per via aerea, pulci e pidocchi che infestavano gli esseri umani ed i loro vestiti. 

In 7 delle 9 città studiate “la diffusione attraverso l’uomo” corrisponde molto meglio delle alternative alla propagazione della peste, prendendo in attenzione alla rapidità della diffusione del contagio e al numero della persone colpite. Dati che non combaciano che una propagazione attraverso il colpevole principe, il ratto di fogna, che può essere considerato al limite un complice, contro cui nella storia si sono concentrate le accuse. Stenseth ammette che lo studio ha una valenza non solo storica ma anche attuale perche la peste è ancora endemica in alcuni Paesi in Asia, Africa.

Per dare un’idea secondo L’organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) solo tra il 2010 ed il 2015 ci sono stati 3.248 casi di peste e di questi 584 sono morti. In sintesi: più ci si lava – ove se ne ha la possibilità ovviamente – meno rischi si corrono, ma non solo per la peste.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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