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Morto lo scrittore Sebastiano Vassalli, dalla neoavanguardia alla candidatura al Nobel

(AGI) – Novara, 27 lug. – Sebastiano Vassalli, uno dei piu’ importanti scrittori italiani contemporanei, e’ morto questa notte, a 73 anni di eta’, all’ospedale di Casale Monferrato (Al), dove era ricoverato per la fase terminale di un tumore. Nel maggio scorso il suo nome era stato fatto tra i possibili candidati al premio Nobel per la letteratura. Lo scrittore Sebastiano

Nato a Genova nel 1941 ma fin da piccolo ha vissuto a Novara. Laureato in Lettere con una tesi sull’arte contemporanea e la psicanalisi, discussa con Cesare Musatti, ha iniziato la sua carriera come insegnante. Il suo approccio all’arte lo ha visto cimentarsi inizialmente anche con la pittura e la poesia.

La prosa lo ha visto avvicinarsi alla cosiddetta neoavanguardia, negli anni ’60 e ’70, nell’ambito del ”Gruppo ’63” con alcune prose sperimentali (tra cui ”Narcisso”, ”Tempo di massacro” e ”L’arrivo della lozione”) e fondare riviste quali ”Ant.
  Ed.”
e ”Pianura”. ”Abitare il vento”, del 1980, segna il primo tentativo di un distacco e di una svolta dalla sperimentazione, proseguita con ”La notte della cometa”, la prima opera della stagione narrativa matura, dedicata al poeta Dino Campana, e ”L’oro del mondo”, ambientato nel dopoguerra.
  ”Vassalli – spiega Roberto Cicala, direttore del ”Centro Novarese di Studi letterari” e grande amico dello scrittore – non ha mai smesso di indagare il mondo con eclettismo intellettuale (si pensi ai pamphlet ‘Sangue e suolo’ e ‘Il neoitaliano’).

L’investigazione letteraria delle radici e dei segni di un passato che illumini l’inquietudine del presente e ricostruisca il carattere nazionale degli italiani e’ quindi approdata prima al Seicento con ‘La chimera’, un successo editoriale del 1990, poi al Settecento di ‘Marco e Mattio’, uscito l’anno dopo, quindi all’Ottocento e agli inizi del Novecento, prima con ‘Il Cigno’, nel 1993, e (dopo la parentesi quasi fantascientifica, inquietante e satirica, di ‘3012’) successivamente con ‘Cuore di pietra’, dove ricrea un’epopea della storia democratica dell’unita’ d’Italia fissando come protagonista una grande casa di Novara”. Nell’ultima decade Vassalli ha pubblicato, tra l’altro, ”La morte di Marx e altri racconti”, del 2006, e ”L’italiano”, nel 2007, prima di ritornare al romanzo fondato sulla storia con ”Le due chiese”, del 2010, anno in cui ha dato alle stampe un’autobiografia in forma di intervista: ”Un nulla pieno di storie”.

Durante la sua vita Vassalli, che ha sempre vissuto, trascorrendo un’esistenza molto isolata e austera, in una cascina nella campagna del Novarese, ha pubblicato numerosi articoli sui quotidiani “La Repubblica”, ”La Stampa” e “Corriere della Sera” e vinto i premi ”Strega”, ”Selezione Campiello”, ”Graziosi/Terra degli aironi”, ”Pavese”, e ”Flaiano”. Nel maggio 2015 aveva ottenuto la candidatura ufficiale dall’accademia svedese al premio Nobel per la Letteratura.

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