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Muoversi meglio, muoversi tutti: 10 idee per una mobilità più sostenibile nelle città

Forse in pochi lo sanno ma quella che si avvia al termine è stata la “settimana europea della mobilità” www.mobilityweek.eu: un’occasione puntuale per riprogettare – anche insieme alle istituzioni – il modo in cui ci spostiamo, ci muoviamo e in cui gestiamo lo spazio comune della strada. Perché da tempo, nell’immaginario collettivo distorto, il cittadino è diventato una sorta di ‘corpo estraneo’ alla strada, il quale che non dovrebbe mai attraversare le strisce pedonali, né camminare lungo la carreggiata, e quasi quasi nemmeno sul marciapiede. 

In Italia l’auto è il mezzo dominante

In Italia l’uso dell’automobile resta dominante.  Lo dicono le stime dell’Osservatorio “Aubimob” di Isfort , secondo cui gli italiani effettuano con le “quattro ruote” poco meno di 2 spostamenti su 3, e coprono il 75% dei km complessivamente percorsi. In pratica, trascorrono in auto il 63% del tempo dedicato alla mobilità (in un giorno medio feriale). I diversi vettori del trasporto pubblico (bus, treno, metro, pullman ecc.) soddisfano poco più del 10% della domanda, la mobilità attiva (piedi, bicicletta) circa il 20% e la moto il restante 3%. Nel 2016 si è registrato un positivo andamento di tutti i modi di trasporto a minor impatto, con una crescita del “tasso di mobilità sostenibile” (piedi+bici+trasporto pubblico) di circa 3,5 punti percentuali. Tuttavia nello sguardo retrospettivo degli ultimi 15 anni il tasso di mobilità sostenibile a livello medio nazionale ha perso circa 6 punti, nonostante lo scatto del 2016. 

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Un nuovo modo di “vivere la strada”

Tuttavia, si legge nel documento redatto da Rete Mobilità Nuova, anche in Italia si avverte la voglia di cambiamento, sia a causa di una crisi economica che ha ridotto la disponibilità finanziaria delle persone e che induce a risparmi anche sul piano della mobilità a favore di spostamenti in bici o a piedi, sia a causa della consapevolezza “circa gli impatti ambientali negativi della ‘dipendenza da automobile’, dello stress dovuto al traffico, di congestione e incidentalità e mortalità sulle nostre strade”. In fondo, sottolinea RMN, “l’automobile è una forma estesa di ‘privatizzazione’ degli spazi pubblici delle nostre città, centri storici, quartieri, aree metropolitane”. Di pari passi comincia ad affacciarsi anche in Italia il concetto di “Living Street”, cioè pensare alla strada come “spazio condiviso di relazione tra i diversi utenti, con bambini, anziani, ciclisti e pedoni”. A questo si aggiungono gli spostamenti intelligenti con le auto condivise o, per dirla all’inglese, con il car-sharing. 

Dalle app alla ciclopolitana, 10 buone pratiche

Se l’Italia ha davanti a sé molta strada da fare, qualcosa – va detto – si è già ‘messo in moto’. In maniera ecologica, sostenibile e moderna. Ecco alcune delle best-practice legate alla mobilità tra app e progetti cittadini già avviati. Abbiamo scelto 10 idee o progetti già in essere, non tutti conosciuti, su come si può innovare sul terreno della mobilità sostenibile, nel tentativo di migliorare la qualità della vita nei centri urbani.

Pedibus 

Nato in Australia nel 1992, il Pedibus è arrivato anni fa anche in Italia. Si tratta di una forma di trasporto scolastico per gli alunni delle scuole elementari o anche più piccoli che vengono accompagnati dai genitori seguendo lo stesso percorso dell’autobus. In pratica ogni bambino si reca alla fermata dell’autobus più vicina a casa e si unisce al gruppo che proseguirà lungo il percorso ‘caricando a bordo’ i compagni che aspettano alle fermate successive. Lo scopo è quello di educare i più piccoli a una cultura ambientale e salutistica. 

IoRitiro 

Lo slogan è chiaro: “La tua portineria dove vuoi”. IoRitiro è una rete di bar e negozi che nasce per offrire a chi è spesso fuori casa l’opportunità di gestire in comodità il ritiro o la consegna di pacchi e buste di acquisti online. Il servizio, si legge sul sito internet, “trasforma gli esercizi commerciali della città nella portineria personale di chi abita o lavora li vicino”. In cambio di cosa? Di una maggior affluenza al negozio. 

Ecologistics 

È il progetto del comune di Parma che prevede oltre a un sistema razionale di consegne “a basse emissioni” anche incentivi per gli operatori che impiegano veicoli puliti. 

Le colonnine di ricarica di Venezia 

Proprio in occasione della settimana della mobilità, sono state inaugurate a Mestre le prime tre centraline pubbliche per ricarica di auto elettriche. Le centraline, installate dalla strat up Nevicam, saranno per ora gratuite per incentivare gli abitanti della laguna a prendere familiarità con i mezzi elettrici. 

“Südtirol Rad – Bici Alto Adige” 

È un consorzio che raggruppa sei operatori per il sistema di noleggio i biciclette diffuso su tutto il territorio. La rete può contare su 20 stazioni di noleggio, distanti 25 chilometri una dall’altra, lungo la rete ciclabile in corrispondenza delle stazioni ferroviarie o di punti centrali di snodo. Il sistema, che collegandosi al trasporto pubblico è unico nel suo genere in Europa, registra 100mila noleggi all’anno con un incremento che si attesta tra l’8 e il 10 per cento. L’iniziativa si è aggiudicata il secondo premio “per la mobilità sostenibile” in Alto Adige. 

Easy Way 

Lanciata nel 2012 da Vodafone, è l’app dedicata a tutte le persone con disabilità motorie. Ma anche semplicemente ai genitori che si muovono in città con il passeggino. Easy Way segnala, infatti, in tempo reale il grado di accessibilità di  luoghi pubblici, alberghi, negozi e uffici. 

Urbi 

È l’ultimo passo verso la mobilità urbana di Telepass che ha acquisito la scorsa estate la maggioranza di Urbi. Fondata nel 2014, l’app aggrega i diversi servizi di mobilità in condivisione, dal car sharing al bike sharing, consentendo all’utente di confrontare disponibilità e prezzi, per poi prenotare la sua corsa. Urbi va ad aggiungersi a Pyng+, l’app di Telepass che permette già ai 6 milioni di clienti attivi di Telepass di pagare la benzina, il parcheggio nelle strisce blu e l’accesso alle ZTL dei centri di alcune città. 

Moovit Carpool 

In soli 4 anni e 5 mesi di vita, Moovit ha raggiunto le 1.500 città mappate in Italia, affermandosi anche nel nostro Paese come l’app numero 1 del trasporto urbano per autobus, metropolitane, treni, traghetti. Attraverso un sistema di geo localizzazione, l’app suggerisce con la massima precisione il modo più rapido per muoversi in città. L’applicazione gratuita stima l’orario di arrivo del mezzo di trasporto e anche quello di arrivo a destinazione. Ad aprile è stato lanciato il servizio di Carpooling (Moovit Carpool), che si propone di integrare i servizi di trasporto pubblico. L’auto privata condivisa e supportata dalla piattaforma di Moovit. Un modo per ridurre il numero delle auto in circolazione, riducendo le spese di viaggio sostenute dal pool di passeggeri.

Bicipolitana di Pesaro 

Si tratta di una metropolitana in superficie in cui le rotaie sono i percorsi ciclabili e le carrozze sono le biciclette. Lo schema utilizzato è quello delle metropolitane di tutto il mondo con linee (gialla, rossa, verde, arancione…) che collegano diverse zone della città, permettendo all’utente uno spostamento rapido, con zero spesa, zero inquinamento, zero stress. La metropolitana delle bici, attualmente in costruzione, occuperà un’estensione di circa 70 km, con 14 itinerari ciclabili e ciclopedonali, e collegherà le zone periferiche al centro della città.

Pony Zero 

Nata a Torino nel 2013 come star-up, Pony Zero si è posta l’obiettivo di  rivoluzionare, con una logica ecosostenibile, il settore delle spedizioni usando la bici e contribuendo a ridurre le emissioni inquinanti della logistica urbana. Oggi Puny Zero può contare su una flotta di oltre 100 tra cargo bike, tricicli, scooter e furgoni elettrici, la flotta è composta da oltre 100 mezzi. E dopo Torino è la volta di Milano e di Roma, dove Pony Zero dovrebbe approdare prima della fine dell’anno. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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