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Napolitano, "no Pm protagonisti, basta sospetti politica-toghe"

(AGI) – Roma, 22 dic. – “Giorgio Napolitano non manca di sottolineare come vada “segnalata” la questione di “comportamenti impropriamente protagonistici e iniziative di dubbia sostenibilita’ assunte nel corso degli anni da alcuni magistrati della pubblica accusa”. Cosi’ il Capo dello Stato, al plenum straordinario del Csm, ha ricordato di aver gia’ insistito su questo tema anche in passato. “Politica e giustizia – ha detto nel suo discorso – non possono e non debbono percepirsi come mondi ostili guidati da reciproco sospetto”. “Lo stato di tensione e le contrapposizioni polemiche che per anni hanno caratterizzato i rapporti tra politica e magistratura – ha aggiunto Napolitano – determinando un paralizzante conflitto tra maggioranza e opposizione in parlamento sui temi della giustizia e sulla sua riforma, non hanno giovato ne’ alla qualita’ della politica, ne’ all’immagine della magistratura. Rimango – ha sottolineato il capo dello Stato – fermamente convinto, come ho avuto modo di dire piu’ volte fin dallo specifico intervento sul tema svolto al Consiglio nel febbraio 2008, che la politica e la giustizia non possono e non debbono percepirsi come ‘mondi ostili guidati dal reciproco sospetto'”. “In ambito penale colpisce l’intensita’ del diffondersi della corruzione e della criminalita’ organizzata emerse anche in questi giorni”, ha detto il capo dello Stato “E’ fondamentale l’azione repressiva affidata ai pubblici ministeri e alle forze di polizia” contro la corruzione.. Le “innovazioni normative” nell’ambito della giustizia e della organizzazione dell’amministrazione della giustizia “vanno decise con ponderazione, evitando interventi disorganici o ispirati a situazioni contingenti”, ha sottolineato il presidente della Repubblica. “Le frequenti modifiche dei codici processuali – ha aggiunto – spesso improvvisate e tecnicamente insoddisfacenti, accentuano la crisi della giustizia, poiche’ il processo ha bisogno di regole certe e stabili”. “Le correnti sono state e devono essere ambiente qualificato di crescita, formazione e dibattito, in direzione di un miglioramento complessivo della funzione giudiziaria, non nel senso della mera difesa di istanze corporative”, ha detto ancora Napolitano, ricordando un suo precedente intervento in cui aveva spiegato che “tra i punti piu’ delicati, nell’interesse della riaffermazione dello stesso ruolo del Consiglio superiore, c’e’ quello del rigore e della misura, dell’obiettivita’ e imparzialita’ con cui il Consiglio deve esercitare le sue funzioni: senza farsi, tra l’altro, condizionare nelle sue scelte da logiche di appartenenza correntizia”. Il presidente della Repubblica ha ricordato inoltre i diversi richiami gia’ fatti sull’esigenza “che tutti”, politica e giustizia, “facessero prevalere il senso della misura e della comune responsabilita’ istituzionale, poiche’ la credibilita’ delle istituzioni e la saldezza dei principi democratici si fondano sulla divisione dei poteri e sul pieno e reciproco rispetto delle funzioni di ciascuno”, ha concluso il capo dello Stato. (AGI) .

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