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Napolitano, referendum su trivelle pretestuoso, legittimo astenersi

Milano – Giorgio Napolitano non sa ancora se andrà a votare domenica al referendum sulle trivelle ma “l’astensione – dice intervistato da Repubblica – è un modo di esprimere la convinzione dell’inconsistenza e della pretestuosità di questa iniziativa referendaria”. “Non si possono dare significati simbolici a un referendum – spiega al quotidiano l’ex presidente della Repubblica – Ci si pronuncia su quesiti specifici che dovrebbero essere ben fondati. Non è questo il caso”. Lui, quel giorno a Londra, non sa se farà in tempo a tornare per il voto ma in ogni caso, insiste, “se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull’inconsistenza dell’iniziativa referendaria”. 

“Gli allarmi per la democrazia e la libertà sono usati al solo fine di bloccare un rinnovamento da tempo lungo atteso e dalle parti più diverse considerato necessario. Che giunge già con grave ritardo”. Lo sostiene sempre a ‘La Repubblica’, Giorgio Napolitano che conferma di aver ricevuto l’invito a guidare i comitati per il Si al referendum che però declina: “Svilupperò autonomamante la mia partecipazione al confronto referendario considerando impropria la mia collocazione in un comitato”. 
“Non è essenziale – precisa poi l’ex presidente della Repubblica – chi potrebbe essere il primo alfiere per lo schieramento. Quello che conta è una ricca, aperta e concreta ricerca di argomenti sul merito della riforma”.
Secondo Napolitano “è stato giusto che Renzi, alla Camera, abbia riconosciuto delle criticità” nel testo “ma è un fatto che nel lungo percorso avviato dal governo Letta e perseguito in oltre due anni non sono mai stati proposti seriamente modelli alternativi”. Nulla da correggere dunque?, chiede l’intervistatore. “Bisogna soprattutto farla una riforma come quella approvata – spiega Napolitano – eppoi impegnarsi per una migliore attuazione. A questo punto dovrebbero partecipare, una volta confermata la legge col refenrendum, anche i gruppi politici che la osteggiano”. (AGI) 

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