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Nato, 140 soldati italiani tra pochi mesi in Lettonia

di Davide Sarsini Novak

Roma – Nella primavera del 2017 l’Italia invierà una compagnia di 140 militari in Lettonia per partecipare alla forza Nato a guida canadese schierata nel Paese baltico, al confine con la Russia. La conferma dell’impegno italiano è arrivata dai ministri degli Esteri e della Difesa, Paolo Gentiloni e Roberta Pinotti, dopo che il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un’intervista alla Stampa aveva anticipato questo coinvolgimento, peraltro già deciso al vertice dell’Alleanza di luglio a Varsavia.

L’Italia inviera’ “nei prossimi mesi una compagnia di 140 uomini in Lettonia per partecipare alla forza Nato a guida canadese lì dispiegata”, ha precisato Gentiloni a margine della conferenza alla Nato Defense College di Roma, alla presenza di Stoltenberg. “L’Italia”, ha aggiunto il titolare della Farnesina, “ha sempre dato il suo contributo all’impostazione di rafforzamento dei nostri assetti difensivi nei Paesi settentrionali e orientali dell’alleanza atlantica”. 
 
GELO DI MOSCA, “POLITICA NATO DISTRUTTIVA”
“La politica della Nato e’ distruttiva”: questo il secco il commento rilasciato ad Agi dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, sull’invio di un contingente di soldati al confine europeo con la Russia. “Questa politica – ha aggiunto la Zakharova – non mira alla lotta contro minacce e sfide comuni, ma a un ulteriore allontanamento dei Paesi gli uni dagli altri”.  La portavoce della diplomazia di Mosca ha denunciato, inoltre, che “invece di sviluppare relazioni profonde e di buon vicinato, l’Alleanza e’ impegnata a costruire nuove linee di divisione in Europa”. 
 
                           
 
STOLTENBERG E L’IMPEGNO ITALIANO
Stoltenberg aveva anticipato che l’Italia farà parte di “uno dei quattro battaglioni dell’Alleanza schierati nei Paesi baltici”. Si tratterà di “pochi uomini”, una presenza “simbolica” in una forza “simbolica” da quattromila ha precisato il numero uno della Nato, che però deve servire a dimostrare che “ci siamo e siamo uniti” e che “abbiamo una difesa forte che garantisce la deterrenza” pur volendo “tenere aperto il dialogo” con il Cremlino. “Nel 2018”, ha aggiunto l’ex premier norvegese, “l’Italia sarà nazione guida nel Vjtf”, la Task Force di azione ultrarapida, la “punta di lancia” in grado di intervenire in cinque giorni in caso di emergenza lungo la frontiera orientale.
“La Russia e’ sempre piu’ assertiva e imprevedibile”, ha rincarato Stoltenberg al Nato Defense College, “Mosca ha dispiegato sistemi missilistici vicino paesi alleati, parte di uno schema di attivita’ militare su larga scala, e gli alleati sono profondamente preoccupati da questo comportamento”.
 
CRITICHE DA M5S E SI
Non sono mancate, però, le critiche dall’opposizione.  I deputati M5S delle commissioni Esteri e Difesa hanno parlato di mossa “del tutto incompatibile con la pace, una mossa che rischia di esporre il nostro Paese a scenari bellici e che ci riporta indietro di trent’anni. La respingiamo al mittente. Mosca è, a nostro avviso, un partner strategico per il futuro dell’Italia, nonchè importante interlocutore per la stabilizzazione di tutto il Medio Oriente”. Per Arturo Scotto di Sinistra Italiana “non si puo’ riportare indietro la storia ai tempi della guerra fredda, neanche la Nato”. “Sinistra Italiana e’ contraria all’invio di militari italiani in Lettonia”, ha ribadito Scotto, “lo avra’ anche deciso il vertice Nato di Varsavia, ma il Parlamento italiano e’ sovrano ed e’ quello il luogo dove si compiono queste scelte. La ministra Pinotti venga in Parlamento”. 
 
LE DECISIONI DI VARSAVIA
Al summit di Varsavia fu deciso di evitare un’escalation verbale con la Russia, dopo un congelamento di due anni della cooperazione in tutti i campi in seguito alla crisi ucraina, avviando un dialogo. Al tempo stesso fu confermato il dispiegamento delle truppe Nato ai confini con la Russia già approvato, con quattro battaglioni operativi posizionati a rotazione in quattro Paesi, per un totale di 4.000 uomini. Nella seconda giornata del vertice era stato quindi confermato che il Canada guiderà la missione in Lettonia, mentre in Lituania la missione sarà a guida tedesca, la Gran Bretagna guiderà la missione in Estonia e gli Stati Uniti quella in Polonia. L’Italia e il Belgio contribuiranno con un impegno rispettivo di 150 uomini al rafforzamento dei confini in Europa orientale. Deciso anche il rafforzamento dello scudo antimissile nella base americana di Deveselu, in Romania, per colmare lo svantaggio dell’Alleanza nella regione del Mar Nero i seguito al ricongiungimento della Crimea a Mosca, giudicato illegittimo da Nato e Ue.
 
“NESSUNA AGGRESSIONE ALLA RUSSIA” – L’invio di soldati italiani in ambito Nato al confine orientale dell’Europa, di fronte alla Russia, “non fa parte di una politica di aggressione verso Mosca ma di una politica di rassicurazione e difesa dei nostri confini come alleanza atlantica”, ha assicurato Gentiloni in una conferenza stampa congiunta con Stoltenberg. “Queste decisioni”, ha aggiunto il titolare della Farnesina, “non influiscono minimamente nella linea di dialogo che l’Italia ha sempre proposto e condiviso con la Nato, dialogo che deve andare in parallelo con le rassicurazioni agli alleati che si sentono a rischio”. Il ministro Pinotti, a margine dell’assemblea Anci a Bari, ha sottolineato che l’invio di militari italiani in Lettonia era stato concordato a luglio al vertice Nato di Varsavia: “L’Italia, come altre nazioni, ha dato la disponibilita’ di fornire una compagnia con numeri non molto consistenti all’interno di una organizzazione che prevede il coinvolgimento di moltissime nazioni della Nato”, “La politica dell’Italia è sempre stata quella di dire che ci vuole il dialogo. Pensiamo che con la Russia si debba dialogare”, ha insistito il ministro, “ed è anche per portare con più forza la propria voce che è l’invito a non fare una escalation ma anzi a riaprire i canali di dialogo, quando vengono prese decisioni comuni fa la sua parte”.  (AGI)
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