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Nato: quali sono le missioni cui partecipa l'Italia

L’Italia risponde alla richiesta Usa di aumentare le spese per la Difesa ricordando la sua partecipazione a diverse missioni Nato. Il ministro Pinotti lo ha rivendicato, e il contributo italiano è stato riconosciuto dallo stesso segretario generale Jens Stoltenberg, che ha però citato anche una partecipazione alla Forza di azione rapida dislocata in Lettonia che in realtà non è ancora stata approvata dal Parlamento.

Ecco l’elenco delle missioni Nato che coinvolgono l’Italia

Afghanistan

Dall’inizio del 2005, quando si è conclusa la missione militare Isaf, è stata avviata la missione a guida Nato Resolute Support, per l’addestramento, la consulenza e l’assistenza alle Forze Armate (Afghan National Security Forces) e le Istituzioni afgane, senza finalità di combattimento. L’Italia ha confermato il proprio sostegno e il Train Advise Assist Command West prosegue le attività di addestramento, assistenza e consulenza a favore delle istituzioni e delle forze di sicurezza locali nella regione occidentale del paese. Il personale militare italiano in Afghanistan si attesta mediamente su circa 950 persone, suddivisi tra personale con sede a Kabul (circa 50), e un contingente di circa 900 militari dislocato ad Herat.

Turchia

La missione di protezione aerea Active Fence è stata decisa nel 2013 in seguito al peggioramento delle condizioni di sicurezza dell’area a ridosso del confine turco con la Siria, su richiesta di Ankara. L’obiettivo è quello di aumentare il dispositivo di difesa area integrato per difendere la popolazione dalla minaccia di eventuali lanci di missili dalla Siria. Sono 5 i paesi dell’Alleanza che hanno contribuito all’operazione schierando le loro batterie missilistiche: Germania, Italia, Spagna, Olanda e Stati Uniti d’America. Attualmente sono presenti una batteria Patriot spagnola e una batteria Aster Samp/T italiana, con un contingente pari a 130 militari del 4 Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera” e con elementi di staff del Comando artiglieria contraerei di Sabaudia.
Mediterraneo

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Antiterrorismo

Le unità navali della Marina Militare Italiana partecipano, a rotazione, ai gruppi navali posti sotto comando e controllo Nato, nell’operazione “Sea guardian“, erede della forza navale decisa dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 nel Mediterraneo orientale (Active Endeavour). La nuova operazione è condotta in sinergia con la missione Ue “Sophia” e in coordinamento con le iniziative che assumerà la Guardia Costiera e di Frontiera “Frontex” dell’Unione. Fino al 20 novembre scorso il contributo italiano al contrasto al terrorismo è avvenuto con il Pattugliatore di Squadra Aviere.

Antipirateria 

Nelle acque somale le attività di contrasto alla pirateria in mare sono condotte dalla missione dell’Unione europea Atalanta, dal dicembre 2008. La Nato partecipa agli sforzi internazionali per combattere la pirateria al largo del Corno d’Africa attraverso l’operazione Ocean Shield, cui l’Italia può contribuire “su chiamata”, dal 17 agosto 2009, e che si basa sull’esperienza della precedente missione Allied Protector. 

L’Italia partecipa all’operazione Atalanta ma anche a Ocean Shield: “su chiamata”, possono intervenire le navi Bersagliere, Scirocco, Libeccio, Doria (con contrammiraglio Gualtiero Mattesi quale FCr), Grecale, San Marco (con il contrammiraglio Antonio Natale quale FCr), Mimbelli. 

Balcani 

Alla fine del 2004, con il termine dell’operazione “Joint Forge” in Bosnia Erzegovina, e il passaggio delle responsabilità delle operazioni militari dalle forze Nato (Sfor) a quelle della Unione Europea (Eufor), l’Alleanza Atlantica ha raggruppato tutte le attività Nato nell’area balcanica in un unico contesto. Il 5 aprile 2005 iniziava, pertanto, l’Operazione “Joint Enterprise” che comprende le attività della Kfor (Kosovo) e delle sedi Nato di Skopje, Tirana e Sarajevo. L’Italia ha autorizzato la partecipazione di personale di Staff nell’ambito della missione NATO HQ Sarajevo e nel 2011 il Parlamento italiano ha approvato la partecipazione di circa 550 militari italiani appartenenti alle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica) e all’Arma dei Carabinieri quale contributo nazionale alla missione Kfor. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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