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Naufragio al largo della Libia Decine di vittime, donne e bimbi

(AGI) – Palermo, 24 lug. – Quasi tutte donne e bambini le 35-40 vittime del naufragio avvenuto al largo delle coste libiche. Lo afferma Save The Children che ha sentito una parte dei 283 migranti giunti ieri pomeriggio ad Augusta sulla nave militare tedesca Holstein. I profughi erano su uno dei gommoni soccorsi, a bordo del quale, afferma l’organizzazione umanitaria, c’erano 120-125 migranti, tutti uomini, 88 dei quali sono stati tratti in salvo. Hanno riferito che il naufragio si e’ verificato mercoledi’ mattina intorno alle 9.30-10. Forse il natante imbarcava acqua ed e’ affondato. Tra loro, hanno detto, c’erano anche 5-7 minori, ragazzini. Un dei superstiti, disperato, ha raccontato di avere perso il fratello. I migranti vengono sentiti anche dagli uomini del Nucleo interforze coordinati dalla procura di Siracusa.

 

Si chiama Ermias Ghermay, e’ etiope ed e’ l’uomo che organizza e guida il traffico di esseri umani che, dalle coste libiche a bordo di carrette del mare, come uno tsunami investono le coste italiane. A rivelarlo e’ un’inchiesta della giornalista britannico Alex Crawford (la prima ad entrare a Tripoli dopo la caduta di Muammar Gheddafi nel 2011) di Sky News che cita come fonti la polizia italiana ed il magistrato Geri Ferrara, membro della Dia di Palermo e componente del pool antiscafisti. Crawford nel servizio mostra anche l’identikit di Ghermay il “most wanted” tra i trafficanti di esseri umani. La reporter riferisce che la polizia italiana sta impiegando le stesse tecniche usate contro i padrini di cosa nostra, riuscendo ad intercettare le telefonate tra Ghermay e i suoi luogotenenti. Tra queste anche una chiamate che collega direttamente l’etiope all’affondamento di un nave con 366 disoperati a bordo a largo di Lampedusa nell’ottobre del 2013.
  Nella trascrizione delle telefonata Ghermay discute con uno dei suoi luogotenenti a Kahrtoum in Sudan delal perdiat dell’imbarcazione come di “un problema minore nel loro traffico di esseri umani”.
  Ferrara, riferisce Crawford, ha condotto per 18 mesi un’inchiesta su Ghermay ma denuncia che l’uomo conduce le sue attivita’ criminali in libia agendo impunemente perche’ “al momento non c’e’ alcuna collaborazione da parte della Libia”. Anche il capo della polizia della cittadina costiera da cui partono le carrette del mare, Zuwara, riferisce Sky News, e’ esasperato: dice di sapere chi sono i trafficanti ma di non avere i mezzi necessari per fermarli.
  Ulteriore conferma che la Libia post Gheddafi e’ di fatto uno Stato fallito diviso tra Tripoli ad ovest, dove comandano gli islamisti della coalizione Alba della Libia, e ad est il governo internazionalmente riconosciuto di Tobruk, che controlla pero’ solo parte della Cirenaica. In mezzo cresce Isis. Anche gli ultimi negoziati sotto egida Onu sono di fatto falliti perche’ l’intesa e’ stata firmata solo da Tobruk, dalle brigate di Misurata ed altre fazioni ma non da Tripoli. (AGI)

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