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'Ndrangheta e politica, ecco la cupola segreta, 5 arresti

Roma – Una struttura segreta di vertice della ‘ndrangheta capace di dettare le linee strategiche dell’intera organizzazione e di interagire sistematicamente e riservatamente con gli ambienti politici, istituzionali ed imprenditoriali al fine di infiltrarli ed asservirli ai propri interessi criminali. Cosi’ segreta che i nomi dei componenti erano sconosciuti alla “base” della mafia calabrese. Ed emerge il ruolo determinante del sodalizio mafioso nel condizionamento di alcuni appuntamenti elettorali in ambito comunale, provinciale, regionale, nonche’ nell’individuazione di propri affiliati da proiettare nel Parlamento nazionale. E’ quanto dice l’operazione ‘Mamma Santissima’ condotta dai carabinieri del Ros che questa mattina ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa nei confronti di cinque persone. E spiccano nomi di rilievo come l’ex parlamentare Paolo Romeo, l’avvocato Giorgio de Stefano, l’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra e Francesco Chirico (al quale sono stati concessi i domiciliari),arrestati stamane. E con loro operava, come emerge dalle 2056 pagine dell’ordinanza, il parlamentare Antonio Caridi, per il quale la Dda reggina ha chiesto al Senato l’autorizzazione all’arresto. I carabinieri hanno eseguito una perquisizione nella casa e nell’ufficio di Giuseppe Scopelliti, ex sindaco di Reggio Calabria ed ex governatore della Regione Calabria. Secondo quanto emerso dalle indagine, a partire dal 2002, Romeo e de Stefano avrebbero avuto un ruolo determinante per la sua elezione a sindaco reggino. L’indagine, come ha spiegato in conferenza stampa il procuratore capo Federico Cafiero de Raho, ha permesso di ampliare le conoscenze sulla struttura della ‘ndrangheta acquisite grazie a diverse operazioni.

La mafia calabrese si caratterizza, ha rilevato il procuratore, per la presenza di una struttura direttiva occulta che opera in sinergia con l’organo collegiale di vertice denominato “Provincia”, alla quale la struttura riservata fornisce indicazioni e scelte strategiche, “allevando” i referenti in seno alle istituzioni, determinando l’elezione di uomini di fiducia in diverse fasi elettorali, partendo dal 2001 fino al 2010, in occasioni di elezioni comunali, provinciali, regionali, fino alle elezioni per il parlamento nazionale e di quello europeo. “Questa componente riservata – ha detto Cafiero de Raho – seleziona gli obiettivi strategici da perseguire e gestisce le relazioni con le altre organizzazioni similari inserite in un piu’ vasto sistema criminale di tipo mafioso operante in Italia ed all’estero”. I componenti del gruppo, definiti “segreti”, in alcune intercettazioni si infiltrano, attraverso i loro referenti, negli ambiti di maggior rilievo politico, economico ed imprenditoriale in cui si articola la societa’ civile. I “riservati” sono soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta ma di estrazione non propriamente criminale, “che hanno seguito un percorso nella ‘ndrangheta – scrive la Dda – pensato in funzione della loro esclusiva proiezione verso i contesti informativi, imprenditoriali, economici, finanziari, bancari, amministrativi, politico-istituzionali piu’ delicati, condizionandoli e piegandoli dall’interno ai fini illeciti del sodalizio unitario”.

La ‘ndrangheta ha quindi evoluto il proprio modello – scrivono gli inquirenti – che e’ fondato, non piu’ solo sull’utilizzo di soggetti che si “mettono a disposizione”, “ma anche su soggetti di propria estrazione che meglio di tutti possono garantire gli interessi dell’organizzazione”. La “struttura segreta” che affiancava la “Provincia”, organo di vertice della ‘ndrangheta, sarebbe stata determinante in diverse tornate elettorali, riuscendo nell’intendo di far eleggere in seno alle istituzioni locali e nazionali, propri uomini di fiducia. Dalle indagini sarebbe emerso che molti appuntamenti elettorali “sono stati oggetto di condizionamento da parte della ‘ndrangheta, attraverso la formazione delle liste, orientando i consensi elettorali a propria disposizione e influenzando le nomine all’interno degli organi politico-amministrativi). “Emerge un quadro inquietante della continuita’ ma anche dell’evoluzione del potere criminale esercitato dalla ‘ndrangheta in Calabria e non solo – commenta Rosy Bindi, presidente della commissione antimafia – In poche settimane e’ stato portato alla luce un complesso sistema di potere occulto, finalizzato a infiltrare le istituzioni, settori dell’imprenditoria, ambienti economico finanziari per favorire gli interessi delle cosche e, secondo la ricostruzione delle indagini, anche di logge massoniche”. (AGI)

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