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'Ndrangheta negli appalti Tav, coinvolti politici

Roma – Quaranta persone arrestate e beni per 40 milioni di euro sequestrati. E’ il bilancio dell’operazione “Alchemia”, condotta dalla Dia di Reggio Calabria e dalla Polizia e coordinata dalla locale direzione distrettuale antimafia che aveva chiesto anche l’arresto, negato dal Gip, di due parlamentari in carica: il deputato di Ala Giuseppe Galati e il senatore del Gal Antonio Caridi. Gli inquirenti ritengono di aver fatto luce sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nella pubblica amministrazione al fine di aggiudicarsi i subappalti legati alla costruzione di infrastrutture ferroviarie come la “Terzo Valico dei Giovi”. In Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte ed in altre Regioni del nord Italia, sono state eseguite dalla Polizia di Stato e dalla Dia 42 misure cautelari (34 in carcere, 6 ai domiciliari e 2 interdittive dall’esercizio di un pubblico ufficio) a carico di personaggi affiliati e contigui alla ‘ndrangheta delle cosche reggine “Raso-Gullace-Albanese” e “Parrello-Gagliostro”, indagati, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e societa’.

Le indagini avrebbero svelato l’interesse della ‘ndrangheta per diversi settori “strategici”,come il movimento terra, l’edilizia, l’import-export di prodotti alimentari, la gestione di sale giochi e di piattaforme di scommesse on line, la lavorazione dei marmi; autotrasporti, smaltimento e trasporto di rifiuti speciali, con l’individuazione di societa’ intestate a prestanome. L’inchiesta avrebbe permesso di documentare gli stretti rapporti e la sussistenza di interessi economici comuni tra le due cosche coinvolte, i cui affiliati gestiscono numerose societa’, attive prevalentemente nel settore dei servizi di igiene ambientale con sedi in Lombardia, Emilia Romagna e Calabria, intestate a prestanome che, grazie a imprenditori e manager genovesi e romani, avevano acquisito, tra gli altri, il sub-appalto per i servizi di igiene civile e industriale. Gli inquirenti sottolineano la tendenza della ‘ndrangheta ad investire i capitali illeciti nel settore della produzione e commercializzazione di lampade a led. Documentati consistenti investimenti all’estero nel settore immobiliare mediante una serie di operazioni realizzate in costa Azzurra, nelle Canarie ed in Brasile, attraverso il riciclaggio di capitali di provenienza illecita e la contestuale acquisizione di disponibilita’ finanziarie in quei paesi in forza di rapporti instaurati con fiduciari locali. (AGI)

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