TwitterFacebookGoogle+

‘Ndrangheta, processi aggiustati e favori in carcere. Coinvolto mons. Maurizio Costantini, Maxi operazione anticlan. Vaticano si interessa dei mafiosi calabresi

san-giovanniAvevano contatti con la Cassazione e il Vaticano.
Contatti con la Cassazione e con il Vaticano. la prima è ancora una semplice ipotesi accusatoria. La seconda, qualcosa di più. «A partire dal mese di gennaio 2013 – è scritto nel provvedimento di…

Contatti con la Cassazione e con il Vaticano. la prima è ancora una semplice ipotesi accusatoria. La seconda, qualcosa di più. «A partire dal mese di gennaio 2013 – è scritto nel provvedimento di fermo eseguito dai carabinieri di Crotone e Catanzaro nei confronti di 37 persone tra le quali l’avvocato Stranieri – l’interesse di Grande Aracri si sposta verso il “ricorso in Cassazione” contro la condanna che ha riguardato il genero Abramo Giovanni» per l’omicidio del boss Antonio Dragone, avvenuto il 10 maggio 2004 a Cutro. «Effettivamente – prosegue il provvedimento – il 6 marzo 2013 la Suprema Corte aveva annullato la sentenza impugnata per nuovo esame ad altra Sezione della Corte di Assise di Appello di Catanzaro e il 15 marzo 2013 Abramo Giovanni era stato scarcerato». Ma «non ci sono elementi – ha detto il procratore di Catanzaro Lombardo – per dire se l’intervento effettivamente c’è stato, ma i diretti interessati, intercettati, affermano di sì e chiedono il pagamento di una somma di denaro per il servigio reso».

Diverso il discorso dei rapporti con la Santa sede. Sul decreto di fermo catanzarese si legge che una «giornalista residente a Roma» faceva da tramite tra la famiglia Grande Aracri e il monsignor Maurizio Costantini, della Diocesi capitolina: la giornalista, che non è (ancora) indagata, ma è «ben conosciuta negli ambienti del Vaticano» e «asseritamente molto vicina a personalità di rilievo del Vaticano e della politica italiana», «si è preoccupata in più occasioni delle sorti giudiziarie di Nicolino Grande Aracri e del genero Giovanni Abramo, presentando loro come luminare in giurisprudenza tale Benedetto Giovanni Stranieri», avvocato originario del leccese, residente a Roma, che figura tra le persone sottoposte a fermo con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Per gli inquirenti, la donna aveva «la piena consapevolezza di agire in favore di un sodalizio criminale di tipo mafioso», come si evince dalle intercettazioni telefoniche. E il suo ruolo «assume estremo rilievo in quanto, in ragione dei suoi rapporti con istituzioni massoniche e cavalierati vari, pure strettamente collegati con ambienti del Vaticano, presenta a Nicolino Grande Aracri ed ai suoi sodali Benedetto Stranieri quale “avvocato” capace di risolvere alcuni problemi giudiziari che riguardano in quel momento una delle posizioni di vertice della cosca e in particolare il genero dello stesso Nicolino Grande Aracri, Abramo Giovanni», che era detenuto. E in suo «favore attiva tutti i suoi contatti in Vaticano per il suo trasferimento in altro Istituto carcerario».

Vin. Imp.

http://www.iltempo.it/cronache/2015/01/29/avevano-contatti-con-la-cassazione-e-il-vaticano-1.1372798?localLinksEnabled=false

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.