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Nel campo di Accumoli tra ansie e voglia di farcela

Dall’inviata Simona Zappulla

Tra ansie e voglia di farcela e’ trascorsa anche la seconda giornata degli sfollati nella tendopoli di Accumoli. Nel campo sportivo sono circa un centinaio, tutti abitanti di Accumoli che, a piu’ voci, spiegano di non voler abbandonare la propria terra, disposti a rimanere nelle tendopoli finche’ non potranno rientrare nelle loro case. Ma i tempi non saranno cosi’ brevi e gli uomini della Protezione civile – molti di loro hanno partecipato anche alle operazioni di aiuto in occasione del terremoto a L’Aquila – pensano che molto probabilmente ci sara’ prima un lungo periodo nel quale dovranno alloggiare in alberghi o in soluzioni simili. Nel campo e’ tutto ben organizzato: sono arrivati generi alimentari di tutti i tipi, ma anche coperte, vestiti, scarpe. Gli italiani non si sono risparmiati per dimostrare la loro solidarieta’. E poi ci sono i volontari, gli uomini della Protezione civile che non solo hanno costruito le tende e predisposto tutto al meglio, ma cucinano e si prendono letteralmente cura degli sfollati: ogni tanto, nel lungo pomeriggio trascorso sotto la tensostruttura, c’e’ chi offre una piazza bianca con formaggio e prosciutto e chi un biscotto con pezzi di cioccolato.

I cittadini di Accumoli si conoscono tutti, la comunita’ e’ piccola – 250 circa in tutto i residenti fissi – ed e’ molto unita. E questo aiuta chi se’ piu’ in difficolta’. C’e’ chi prende coraggio da chi ha piu’ forza. La signora Marina e’ in ansia per i suoi due gatti – Babi e Susy – che oggi non e’ riuscita a ritrovare: “Ma li trovero'”, dice energica. C’e’ la signora Vincenza, di 91 anni, occhi azzurri intensi, che e’ insieme ai due figli e nonostante tutto anche lei non vuole mollare. E poi c’e’ la mascotte del campo, il piccolo Marwane, marocchino, tre anni e mezzo, da sempre ad Accumoli, una piccola peste sorridente che, scorrazzando insieme al cane Vipera da una parte all’altra, con la sua tuta di pile colorata, regala sorrisi ai piu’ anziani, che non sono pochi e sono i piu’ provati dai disagi. Ma quasi nessuno si lamenta, c’e’ molta dignita’ e anche risolutezza nel voler andare avanti. In tanti dicono “la fortuna e’ essere qui, ed essere vivi”, pur consapevoli delle difficolta’ del futuro.

Nel centro di Accumoli, intanto, i vigili del fuoco hanno lavorato tutto il giorno per la messa in sicurezza degli edifici e per aiutare le persone ad entrare nelle case, con elmetto di protezione, per poter prendere qualche vestito o una collanina alla quale si e’ molto affezionati. Anche se una signora osserva: “Non faccio rischiare la vita per un paio di jeans”. Unica nota polemica della giornata riguarda il crollo del campanile di Accumoli: era stato restaurato solo pochi anni fa “con i fondi dell’ex sisma del ’97”, ha detto il sindaco Stefano Petrucci. Ed e’ stato proprio quel campanile, cedendo del tutto, ad uccidere un’intera famiglia di quattro persone. Ma Petrucci ha voluto smorzare le polemiche, sostenendo che “non e’ colpa di nessuno, non c’e’ stata nessuna imperizia”, invitando tutti a “non strumentalizzare”. Ma dopo aver affrontato l’emergenza, arrivera’ puntuale anche il momento delle responsabilita’. (AGI) 

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