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Nel centro di Bruxelles c'è un grande 'occhio' che ci aiuta contro i disastri naturali

Nel pieno centro europeo di Bruxelles, a due passi dai palazzi che ospitano Commissione, Parlamento e Consiglio Ue, c’è una grande “sala di crisi” piena di schermi e monitor dove una squadra della protezione civile europea è al lavoro 24 ore su 24, sette giorni su sette, per sostenere le autorità del mondo intero ad affrontare le emergenze legate alle calamità naturali. In particolare, attraverso il sistema satellitare Ue Copernicus, forniscono foto e mappe dettagliate delle regioni colpite dai disastri per permettere un intervento rapido e mirato ai soccorsi.

Il precedente di un anno fa, nel Centro Italia

E’ stato il caso per il terremoto dell’anno scorso nell’Italia centrale, quando le dettagliate mappe Ue hanno permesso ai soccorsi di intervenire prima dove ce n’era più bisogno. In questi giorni, nel salone di Rue de la Loi le squadre di turno giorno e notte sono state rafforzate per monitorare i vari fronti di crisi ai Caraibi: il terremoto in Messico e l’uragano Irma, ma anche i danni provocati dal maltempo in Italia. Il centro è pronto a fornire all’Italia le mappe sull’emergenza attraverso il sistema Copernicus e anche qualsiasi altro tipo di assistenza per sostenere la protezione civile locale: serve però una richiesta delle autorità italiane che al momento non è ancora pervenuta. 

Il commissario Ue responsabile per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides, in visita al centro di crisi, ha in queste ultime ore rivendicato con orgoglio il ruolo dell’Unione europea anche quando terremoti e uragani colpiscono in territori molto lontani dall’Europa. “L’obiettivo di questo centro di emergenza è coordinare una risposta efficace alla fase di emergenza di un disastro – ha detto a un gruppo di giornalisti internazionali che lo accompagnavano durante la visita – L’Unione europea ha un ruolo globale nella risposta all’emergenza: siamo pienamente allertati e proattivi, fin dall’inizio. E’ il nostro lavoro, ed è il nostro dovere morale”.

Non solo alluvioni e terremoti: l’annus horribilis degli incendi

Stylianides ha spiegato che  “anche prima che Irma colpisse i Caraibi abbiamo eravamo pronti: abbiamo mobilitato tutti i nostri strumenti di risposta, in particolare il servizio di mappe satellitari di Copernicus. E allo stesso tempo siamo sempre in contatto continuo con i nostri funzionari sul territorio. Le nostre squadre di protezione civili Ue sono pronte a partire quando sarà richiesto dai Paesi colpiti e l’ufficio regionale della Commissione (a Managua, ndr) è pienamente operativo e pronto a coordinare l’assistenza. Stiamo anche mobilitando i finanziamenti per l’emergenza”. Quest’estate, il centro di emergenza di Rue de la Loi è stato particolarmente sotto pressione, soprattutto per far fronte ai devastanti incendi che si sono verificati in Italia, Francia, Spagna e altri paesi. Ma anche per fornire mappe durante l’emergenza dell’uragano Harvey negli Stati Uniti, prima di questa nuova crisi in corso ai Caraibi

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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