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Nel governo non c'è un “caso rom”. O, quantomeno, è rientrato

Getta acqua sul fuoco il presidente del Consiglio Giuseppe Conte circa le polemiche sollevate dal vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sui campi rom. Lo fa anche il ministro dello Sviluppo economico e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, in un coro a tre a cui si unisce lo stesso leader del Carroccio, intercettato dai cronisti.

Nessuna intenzione di forzare in modo incostituzionale la legge con un censimento di tipo etnico e nessuna tensione nell’Esecutivo, spiegano fonti governative, perché il governo é, sottolinea lo stesso segretario della Lega, “granitico”. E questo, nonostante in M5s non siano mancate le preoccupazioni per le prese di posizioni espresse dal titolare del Viminale e nelle fila delle opposizioni ci sia chi abbia deciso, come il coordinatore di Mdp e deputato di Leu, Roberto Speranza, di presentare denuncia per istigazione all’odio razziale ai sensi della legge Mancino 654/75.

“Nessuna schedatura etnica”, chiarisce Conte

“Qui nessuno ha in mente di fare schedature o censimenti su base etnica, che sarebbero peraltro incostituzionali in quanto palesemente discriminatori”, afferma il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Il nostro obiettivo è individuare e contrastare tutte le situazioni di illegalità e di degrado ovunque si verifichino, in modo da tutelare la sicurezza di tutti i cittadini. Per quanto riguarda le comunità Rom, ben vengano iniziative – peraltro già sperimentate negli anni in varie città italiane – mirate a verificare l’accesso dei bambini ai servizi scolastici, alla luce del fatto che non di rado vengono tenuti lontani dai percorsi obbligatori di istruzione e formazione cui ogni minore ha diritto”, spiega.

“Siamo granitici”, giura Salvini

“Siamo granitici – assicura, per parte sua, Salvini – A me basta vedere chi sta in quei campi, se i bimbi vanno a scuola e come sono spesi i soldi. Ne ho parlato anche con Giuseppe
Conte, vogliamo verificare chi sta nei campi, cosa fa e che si rispettino le norme. Una cosa che hanno fatto diverse amministrazioni comunali da Roma a Milano”, dice ancora. Speranza sporge denuncia per istigazione all’odio razziale? “Sono preoccupatissimo, sono estremamente preoccupato…”, ironizza e aggiunge: “ho postato sui social il documento della Giunta Pisapia che prevedeva un ‘censimento’ semestrale. Non pretendo di farlo semestrale, mi basta una tantum”.

E Di Maio lancia un altro censimento

“Mi fa piacere che Salvini abbia coretto il tiro, perché secondo la nostra Costituzione censimenti su base etnica non si possono fare. Controlli per la sicurezza dei campi Rom e i bambini sono cosa diversa. Ma se si parla di censimenti su base razziale, no”, nota il titolare del Mise, Di Maio, in tv e sposta l’attenzione su un altro fronte: “ci sono altri censimenti da fare, magari quello di tutti i raccomandati che ci sono nella Pubblica amministrazione. Dobbiamo cominciare a controllare anche i raccomandati della Rai e ristabilire il principio della meritocrazia”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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