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Nella zona di Macerata ci sono anche 140 scosse di terremoto al giorno

Una scossa di terremoto di magnitudo 4,6 (inizialmente era stata stimata a 4,7) ha colpito all’alba del 10 aprile Muccia, nel Maceratese, a poca distanza da Camerino, è iniziato con un boato seguito da una sequenza sussultoria durata alcuni secondi che ha molto spaventato gli abitanti del comune e di tutto il comprensorio montano locale. Tanto che molti di loro hanno deciso di uscire in strada.

L’Amministrazione comunale ha scelto di riaprire i dormitori in via precauzionale e subito sono partiti i controlli e le verifiche sugli edifici, per accertarsi dell’entità degli eventuali danni. Non sono segnalati feriti. Trenitalia ha sospeso momentaneamente la circolazione dei convogli sulla linea Civitanova-Macerata per svolgere dei controlli sulla linea. 

#10apr ore 5.11, scossa #terremoto magnitudo 4.7 registrata nella zona di #Muccia #PieveTorina #Pievebovigliana (MC): al momento non pervenute alle sale operative dei #vigilidelfuoco richieste di soccorso

— Vigili del Fuoco (@emergenzavvf) 10 aprile 2018

La scossa delle 5,11 ha fatto tremare tutta la regione, dall’Appennino alla costa adriatica, da Fano fino ad Ascoli Piceno. Qui molti cittadini sono stati svegliati all’alba dal nuovo evento sismico, con il mobilio interno alle abitazioni che ha sussultato per lunghi momenti.

Evento sismico in provincia di Macerata, Ml 4.7, 10 aprile 2018 https://t.co/ZK03BOeHnc

— INGVterremoti (@INGVterremoti) 10 aprile 2018

All’evento principale sono poi seguite una decina di repliche minori. Così nell’entroterra maceratese, ma in tutte le Marche torna la paura tra la popolazione residente. A Muccia e dintorni, da Pieve Torina a Serravalle, la sequenza sismica in azione da settimane sta facendo registrare terremoti di intensità sempre maggiore. 

“Il terremoto, come gli eventi avvenuti avvenuti negli ultimi giorni in questa zona, ricadono nell’area della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo 6.0 avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo 6.5” è l’analisi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

La sequenza si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, spierga Ingv, un’area di circa 1.200 km quadrati, estesa per circa 80 km e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

La zona interessata dai terremoti di questi ultimi giorni si era attivata a fine ottobre 2016, tra il 26 e il 30 ottobre. Se si considera l’evoluzione temporale della sequenza sismica complessiva e l’energia rilasciata da tutti gli eventi sismici, si nota che negli ultimi mesi del 2017 sono stati localizzati una media di 30-40 eventi al giorno. I primi di marzo 2018 la sismicità è aumentata superando in un caso i 100 eventi al giorno e anche in questi primi giorni di aprile ha superato i 140 eventi al giorno. Questo aumento è prevalentemente concentrato proprio nel settore più settentrionale del sistema di faglie attivato nel 2016, vicino ai comuni di Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana (MC).

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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