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Nell’ultimo anno 17mila abusi edilizi, ecco come avanza il cemento illegale in Italia

Già una settimana fa il voto di ‘sfiducia’ del Consiglio comunale al sindaco anti-abusivismo di Licata, Angelo Cambiano, aveva fatto riaccendere le polemiche politiche sull’abusivismo edilizio. Il crollo delle case a Casamicciola, sull’Isola di Ischia, la notte scorsa, sta trasforma in queste ore questo argomento nella questione politica del giorno e forse delle prossime settimane. In Italia il cemento illegale avanza ancora troppo velocemente, mentre le demolizioni di immobili illegali procedono con lentezza. La conferma arriva anche da alcuni dati resi noti da Legambiente: dal 2001 al 2011, solo il 10,6% degli immobili è effettivamente stato demolito. Una percentuale che precipita al 4% nella provincia di Napoli e rasenta lo zero a Reggio Calabria e Palermo.

Gli abusi edilizi dell’ultimo anno

Nel 2016 gli abusi edilizi sono stati circa 17mila, è quanto è stato puntualizzato in occasione di Festambiente, il festival internazionale di ecologia, solidarietà e cultura organizzato da Legambiente e che si è svolto dal 4 al 15 agosto a Rispescia in provincia di Grosseto. Tra novembre 2015 e maggio 2016 – secondo i dati di Legambiente – le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 50 chilometri quadrati di territori ovvero, in media, poco meno di 30 ettari al giorno. In termini assoluti, il consumo di suolo ha intaccato ormai 23.039 chilometri quadrati del nostro territorio.

Le aree più colpite

  • Le pianure del Settentrione, dell’asse toscano tra Firenze e Pisa, del Lazio, della Campania e del Salento;
  • Le principali aree metropolitane delle fasce costiere, in particolare di quelle adriatica, ligure, campana e siciliana.

Nel 2016, in 15 Regioni è stato superato il 5% di consumo di suolo, il valore in  percentuale più elevato è stato riscontrato in Lombardia e in Veneto (oltre il 12%) e in Campania (oltre il 10%).

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Delrio: “Le demolizioni sono l’unico deterrente”

In Italia negli ultimi 30 anni sono state presentate oltre 15 milioni di richieste di condono – si legge su Repubblica di qualche giorno fa -, nel 2015 il 17,5 % delle case costruite sono abusive, addirittura una nuova costruzione su due è fuori legge in diverse regioni del Sud. “È un vizio antico, anche se non molti anni fa le cifre erano ancor più drammatiche. Il vero deterrente – ha commentato Graziano Delrio durante una recente intervista sempre a Repubblica – sono le demolizioni: se chi commette un abuso perde il possesso del bene e lo vede distruggere, ci penserà cento volte prima di commetterne un altro. È anche una questione di cultura della legalità, sulla quale evidentemente non si è mai investito abbastanza”.

Il governo bloccherà le sanatorie locali

Delrio aveva annunciato inoltre, sempre nell’intervista rilasciata a Repubblica – che la nuova ondata di sanatorie locali, dalle cantine abruzzesi alle mansarde del Lazio, fino alle lottizzazioni a due passi dal mare della Sardegna saranno fermate dal governo se risulteranno in contrasto con le leggi statali. “Quando sento parlare di Italia dei condoni mi sembra di essere tornato indietro di vent’anni. Davanti a numeri sempre più impietosi sugli scempi edilizi, non possiamo permetterci alcuna distrazione: abbiamo appena impugnato la legge della Campania sui cosiddetti ‘abusi di necessità’, siamo pronti a fare lo stesso con tutte le altre norme regionali ispirate a principi diversi da quelli dell’interesse nazionale. Non metto in dubbio la buona fede delle Regioni e cerco sempre di evitare qualsiasi contenzioso – spiegava il ministro – mi rendo conto che si tratta di provvedimenti che cercano di rispondere alle esigenze dei cittadini, ma esistono limiti su cubature e incidenza sul territorio che non possono essere superati. Non sono tollerabili difformità di vedute tra Stato ed enti locali, soprattutto su temi come quello dell’abusivismo edilizio”.

La certificazione delle abitazioni, questione cruciale

Il tema degli abusi edilizi si collega, drammaticamente, a quello del terremoto. In queste ore a Ischia (600 le costruzioni abusive censite, mentre negli ultimi decenni le domande di condono presentate sarebbero state oltre 7mila), in passato in tanti altri eventi sismici. Le prima a venire giù sono sempre state le palazzine abusive, quelle caricate di superfetazioni micidiali, oltre naturalmente a quelle costruite con materiali scadenti. E l’unica formula per incidere sulla prevenzione è quella della certificazione sismica. “La diagnosi e la classificazione sismica delle case italiane si avvale della detrazione dell’80% dei costi in cinque anni. Il nostro governo l’ha introdotta perché ci crediamo fortemente. Vogliamo convincere gli italiani della necessità di farla”, aveva dichiarato ancora Delrio intervenendo al Meeting di Rimini, proprio ieri. “Siamo in una prima fase nella quale vogliamo insistere con la persuasione, ci piace pensare che alcuni esempi di adesione spontanea come quello di Bolzano si diffondano. Ma in futuro credo che qualunque governo, nel caso di risultati inadeguati, dovrebbe prendere in considerazione l’obbligatorietà della norma”. Anche perché le risorse stanziate sono imponenti: tra i 400 e i 500 milioni all’anno di sgravi fiscali che saliranno a fino a 1.500 nel 2022. è giusto spenderli. 

“Nessun tentennamento contro gli abusi: bisogna demolire”

Ben 10 milioni di abitazioni sono nelle zone sismiche 1 e 2 – ha detto il ministro – quelle cioè ad alta pericolosità, e l’80% dei comuni è da considerare a rischio idrogeologico. Siamo un Paese fragile. Ogni anno l’Italia spende 4,5 miliardi per riparare ai danni dei terremoti e degli smottamenti di origine idrica, del resto sappiamo che fare è molto più difficile che pianificare, perchè alla base c’è un grande problema culturale”. Secondo i calcoli ricordati da Delrio, dal 1945 ad oggi l’Italia ha speso 245 miliardi di euro per le ricostruzioni da terremoti e inondazioni, e ha pianto decine di migliaia di vittime. “Dobbiamo procedere senza tentennamenti con le demolizioni delle opere costruite male e illegalmente. In Italia si è costruito in molti luoghi troppo e male, e appunto anche illegalmente. Dobbiamo procedere con gli interventi che facciano rispettare le regole che già abbiamo, comprese quelle sulle demolizioni. Poche regole, ma chiare e inderogabili”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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