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Nepal: ancora nessuna traccia di cinque italiani. Altri 5 in salvo

(AGI) – Roma, 29 apr. – E’ sceso a cinque il numero degli italiani ancora irreperibili in Nepal dopo il terremoto di sabato scorso. La Farnesina ha fatto sapere che la ricerca dei connazionali da parte dell’Unita’ di Crisi del ministero degli Esteri e’ proseguita senza sosta, consentendo in queste ultime ore di riprendere i contatti con cinque italiani che risultavano non rintracciabili. Nelle ultime ore, grazie alla ripresa parziale delle comunicazioni cellulari e al fatto che i soccorsi hanno potuto raggiungere alcune zone remote del Nepal, la ricerca effettuata dall’Unita’ di crisi ha dato i suoi frutti e sono stati contattati diversi connazionali che non si riuscivano a rintracciare.

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I primi italiani sono partiti ieri per l’Italia a bordo di un volo commerciale ed e’ in partenza un KC-767 del 14mo stormo per portare i primi soccorsi stanziati dal governo italiano e che poi rientrera’, portando in Italia il resto dei connazionali, che non sono al momento a Kathmandu e devono avere il tempo di raggiungere la capitale. Al momento scende quindi a cinque il numero degli italiani che la Farnesina sta ancora cercando di contattare.

Intanto sono oltre cinquemila le vittime per il devastante terremoto che ha messo in ginocchio la regione, ma il timore e’ che il bilancio possa superare i 10mila morti. Il premier, Sushil Koirala, ha decretato tre giorni di lutto nazionale. Secondo l’Onu, che ha sbloccato 13,7 milioni di euro in aiuti, le persone interessate dal sisma sono 8 milioni e di queste 1,4 milioni sono a corto di cibo. La sfida e’ come portare i soccorsi, in zone inaccessibili, ad elevate altitudini e colpite a macchia di leopardo. Dopo aver sorvolato la parte settentrionale della vallata di Kathmandu, Jamie McGoldrick, coordinatore Onu nella capitale nepalese, ha riferito che il 40% delle case risulta danneggiato, ma che la distruzione e’ casuale: “Alcune case risultano assolutamente non toccate, quelle sull’altro lato sono invece completamente rase al suolo”.

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Anche Papa Francesco ha annunciato un primo contributo di 100mila dollari. Intanto, si e’ saputo che oltre 250 persone risultano disperse sotto un valanga che ha travolto proprio oggi un villaggio, Ghodatabela, nel distretto di Rasuwa, a nord di Kathmandu, un’area in un parco naturale molto popolare per via dei bellissimi sentieri di trekking. Tra i dispersi, ci potrebbero essere molti turisti stranieri: “Stiamo cercando di raggiungerli, ma il cattivo tempo e la pioggia stanno ostacolando i soccorsi”, ha riferito il governatore del distretto, Uddhav Bhattarai. Sono stati invece tutti tratti in salvo con gli elicotteri i 170 alpinisti rimasti bloccati al Campo numero 1 sull’Everest a quota 6.000: sfruttando una ‘finestra’ di tempo buono tre elicotteri hanno fatto la spola lunedi’ ininterrottamente per tutto il giorno sopra l’invalicabile cascata di ghiaccio Khumbu.

E ha del miracoloso la notizia che un giovane di 28 anni, Rishi Khanal, e’ stato tratto in salvo dopo aver trascorso 80 ore sotto le macerie del suo appartamento a Kathmandu. (AGI)

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