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Nepal, si temono 10mila vittime. Morti 4 italiani, 39 irreperibili

(AGI) – Roma, 28 apr. – Le operazioni di soccorso dopo il terremoto che ha messo in ginocchio il Nepal continuano a essere ostacolate dal maltempo e dalle difficolta’ del Paese a far fronte a un disastro di tale violenza, ma intanto comincia il conto alla rovescia per trovare i sopravvissuti tra le macerie. 

E’ salito a 5.057 il bilancio delle vittime. Lo ha reso noto il servizio emergenze del ministero dell’Interno, a Kathmandu, aggiungendo che al momento risultano oltre 10mila le persone ferite.

Intanto, si e’ saputo che oltre 250 persone sono disperse sotto un valanga che ha travolto un villaggio, Ghodatabela, nel distretto di Rasuwa, a nord di Kathmandu, un’area in un parco naturale molto popolare per via dei bellissimi sentieri di trekking. Tra i dispersi, ci potrebbero essere molti turisti stranieri. “Stiamo cercando di raggiungerli, ma il cattivo tempo e la pioggia stanno ostacolando i soccorsi”, ha riferito il governatore del distretto, Uddhav Bhattarai.

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Ancora piu’ drammatiche le cifre fornite dall’Onu, secondo cui le persone comunque interessate dal sisma sono 8 milioni e di queste 1,4 milioni, sono a corto di cibo. La sfida e’ come portare i soccorsi, in zone inaccessibili e ad elevate altitudini. Dopo aver sorvolato la parte settentrionale della vallata di Kathmandu, Jamie McGoldrick, coordinatore Onu nella capitale nepalese, ha riferito che il 40% delle case risultano danneggiate, ma che la distruzione e’ casuale: “Alcune case risultano assolutamente non toccate, quelle sull’altro lato sono invece completamente rase al suolo”. Koirala ha lanciato un appello alla comunita’ internazionale affinche’ fornisca tende, medicine ed assistenza sanitaria.

Intanto, sul fronte dei connazionali, oltre alle 4 vittime accertate, restano ancora 39 italiani irreperibili. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha comunque confermato che non sono “dispersi” perche’ “immaginiamo che la situazione sia molto complicata e confusa”. Gli italiani rintracciati finora sono invece 347 e i primi di loro partiranno gia’ oggi per l’Italia a bordo di un volo commerciale. Nelle prossime ore e’ previsto l’arrivo in Nepal di un C-130 che portera’ i primi soccorsi stanziati dalla Farnesina e a coordinare le operazioni di soccorso quello dell’ambasciatore italiano a New Delhi, Lorenzo Angeloni.

L’aereo riportera’ poi il resto dei connazionali, che non sono tutti a Kathmandu e debbono avere il tempo di raggiungere la capitale. Sono stati invece tutti tratti in salvo con gli elicotteri i 170 alpinisti rimasti bloccati al Campo numero 1 sull’Everest a quota 6.000: sfruttando il tempo buono tre elicotteri hanno fatto la spola lunedi’ ininterrottamente per tutto il giorno dal Campo 1, sopra l’invalicabile cascata di giaccio Khumbu. Per la rarefazione dell’aria a quella quota, al limite per un elicottero, ad ogni viaggio sono stati trasportati solo 2 scalatori alla volta. E’ stato complicato, ma l’operazione e’ riuscita. (AGI)

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