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Nessun accordo a Riga, i ministri Ue strigliano Varoufakis

(AGI) – Riga, 24 apr. – Nonostante i recentissimi progressi del negoziato fra la Grecia e le istituzioni (Ue, Fmi, Bce), i due mesi trascorsi dall’accordo del 20 febbraio scorso all’Eurogruppo non sono bastati per concordare un piano di riforme che consenta ai partner di sbloccare l’ultima tranche del programma di aiuti finanziari. Si tratta di 7,2 miliardi, una boccata d’ossigeno per le casse del governo Tsipras, alle prese con gravi problemi di liquidita’ e una serie di pagamenti in scadenza. L’atteso incontro di Riga, in occasione dell’Ecofin informale del semestre di presidenza lettone, si e’ risolto in un dibattito molto acceso e costellato di critiche aspre nei confronti del ministro greco dell’Economia, Jannis Varoufakis, accusato dai colleghi di avere perso tempo e di essere dogmatico, inaffidabile, addirittura un dilettante. Insofferenza e’ stata espressa anche nei confronti del suo intervento, definito “una lezione” mentre continuano a mancare le proposte concrete e dettagliate sulla base delle quale raggiungere un accordo. Alla fine, il presidente Jeroen Dijsselbloem si e’ limitato a confermare che la discussione e’ stata “molto critica”, confermando la persistenza di “ampie divergenze da colmare” prima che si possa raggiungere un accordo fra Grecia e istituzioni per la nuova tranche di aiuti. “Il tempo sta scadendo” e’ la frase ripetuta da Dijsselbloem, ma anche dal presidente della Bce Mario Draghi e dal commissario Ue Pierre Moscovici: tutti hanno anche sottolineato che un accordo a breve e’ nell’interesse della Grecia prima di tutto. Draghi ha avvisato che la Banca centrale europea continuera’ a sostenere le banche greche “fino a quando saranno solvibili e potranno disporre di collaterali adeguati”: infatti, ha osservato, “la fragilita’ della situaione provoca un rialzo dei rendimenti, e piu’ alti sono i rendimenti greci, piu’ grande e’ la volatilita’, e piu’ collaterali si distruggono”. Insomma, una brutta mattinata per il ministro greco, che tuttavia si e’ confermato “fiducioso” e “determinato” a raggiungere l’accordo: “non ci sono alternative”, ha infatti ammesso, “le posizioni sono ora piu’ vicine sulle privatizzazioni, l’istituzione di una commissione fiscale e abbiamo positive discussioni sull’esigenza di riformare la burocrazia”. Mentre, ha riconosciuto, le posizioni restano lontane sui tagli alle pensioni. “Non dobbiamo focalizzarci sulle divergenze – ha aggiunto – per accelerare la trattativa si potrebbe continuare la revisione del programma e nel frattempo concordare le prime riforme necessarie. In tal modo consentiamo una parziale erogazione dei fondi. Il prossimo appuntamento dell’Eurogruppo e’ per l’11 maggio a Bruxelles. (AGI) .
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