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Niente serie tv, in Costa d'Avorio tutti appassionati di telenovelas

“Il prezzo del perdono”, “Mara, una donna unica”, “Amore a Manhattan”, “Fiore dei Caraibi”: queste e altre telenovelas, prevalentemente destinate al pubblico televisivo femminile, hanno conquistato i piccoli schermi africani, soprattutto in Costa d’Avorio.

“Quando guardo una serie, mi dimentico di tutte le piccole preoccupazioni” dichiara all’Afp Abe Mireille, parrucchiera del quartiere Cocody della capitale ivoriana Abidjan. “Quando comincia, bisogna solo pregare Dio che non ci sia niente sul fuoco. Altrimenti brucia…” aggiunge Traoré Adama, tassista residente a Koumassi.

Al mattino serie indiane, al pomeriggio brasiliane

Novelas Tv, commercializzata dal gruppo Canal+ ha il palinsesto interamente dedicato alle telenovelas, ed è stata la prima a superare il 10% di audience nell’universo panafricano, secondo gli ultimi rilevamenti di Africascope 2017, relativi agli ascolti tra settembre 2016 e giugno 2017. Anche la rete americana in lingua spagnola Telemundo si è proiettata in Africa dal 2013 con una catena che diffonde telenovelas giorno e notte. Interminabili feuilleton televisivi, le telenovelas provengono spesso dall’America Latina e si sviluppano generalmente attorno a complicate relazioni sentimentali. “Apprezzo le storie che vi sono raccontate. Anche se si assomigliano tutte, è interessante come vanno a finire. E poi, quando le vicende mi emozionano, reagisco tutta sola: commento, rido… qualche volta mi capita perfino di parlare da sola…” ammette Karamoko Diane, commessa di Adjamé.

I palinsesti televisivi e pubblicitari, rilevato l’impatto crescente di queste serie sul pubblico, hanno collocato le telenovelas nelle fasce orarie più favorevoli all’audience femminile, cioè nelle ore centrali della giornata, quando gli uomini sono usciti di casa o non sono ancora rientrati. Puntano anche alle donne che dispongono di televisori portatili sul luogo di lavoro, dalle sarte alle parrucchiere alle domestiche. “Su Rti (la tv nazionale ivoriana) abbiamo tre segmenti orari dedicati alle telenovelas. Il mattino alle 8 ci sono quelle indiane. Alle 13 e alle 18, quelle brasiliane” spiega il responsabile della programmazione di Rti, Ouya Monnier.

Un boom dove è scarsa l’offerta culturale

Il fenomeno interessa anche i sociologi: “Nei paesi in via di sviluppo, la popolazione tende maggiormente a guardare la televisione. E’ un mezzo di divertimento e di evasione” dove l’offerta culturale è debole o costosa, sottolinea Yao Yao, docente all’università ivoriana Felix Houphouët-Boigny, per spiegare gli elevati tassi di audience.

La catena televisiva A+, che fa capo al gruppo francese Canal+, ha disposto massicci investimenti nelle produzioni locali, rilanciando prima di tutto la serie culto “La mia famiglia” con una nuova serie intitolata “La mia grande famiglia”, che sarà trasmessa a partire dal prossimo dicembre. Intanto, la Rti spinge sulle produzioni locali, ormai sempre più numerose e che sembrano attirare in misura crescente anche il pubblico maschile

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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