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“Niente sesso siamo (ancora) adolescenti”. Ma è proprio vero che i 18 sono i nuovi 15?

Gli adolescenti americani non sono più quelli di una volta. Sono meno interessati all’alcol, al sesso e agli appuntamenti di quanto lo fossero i loro genitori negli anni ’70. E come se non bastasse pochi di loro hanno lavori retribuiti o guidano l’auto.

I genitori più attenti ai figli

Lo rivela uno studio pubblicato su Child Development, secondo cui le cause non sono legate al fatto che i ragazzi hanno più compiti scolastici o attività extra-curriculari, ma è cambiato il modo in cui vengono cresciuti. I genitori investono molto di più sulla vita dei figli rispetto al passato. I ragazzi vivono in famiglie meno numerose, il che equivale a una più alta dose di attenzione e più soldi da spendere per ogni figlio. Tutto questo, unito a una più lunga aspettativa di vita e a un più basso tasso di natalità, dà ai ragazzi una maggiore libertà di prolungare l’infanzia. E c’è lo zampino di smartphone e videogiochi.

I 18enni di oggi sono i 15enni di ieri

In termini numerici, “I 18enni di oggi sono i 15enni di ieri”, spiega a ‘Quartz’ Jean Twenge, professore di psicologia dell’Università statale di San Diego. Il trend non conosce differenze regionali, di classe e di etnia.

Sesso e alcool, confronto generazionale

  • SESSO – Nel 1991 il 54% degli studenti del liceo aveva avuto la sua prima esperienza sessuale, contro il 41% del 2015
  • ALCOL –  Dal 1993 la percentuale dei adolescenti che ha bevuto alcolici prima dei 18 anni per la prima volta è crollata del 41%. 

Smartphone e videogiochi tra le cause

E sebbene il sondaggio non conduca automaticamente a queste conclusioni, Twenge attribuisce il ‘ritardo’ anche alla comparsa di smartphone e videogiochi nella vita degli adolescenti. “L’arrivo degli smartphone ha cambiato radicalmente ogni aspetto della vita dei teenager, dalla natura delle loro interazioni sociali alla salute mentale. Questo cambiamento ha interessato poveri e ricchi, in ogni angolo del Paese”. 

Una generazione sull’orlo del precipizio

Secondo il professore, insomma, “non è un’esagerazione affermare che l’iGen (iGeneration, la generazione dei nativi digitali) è sull’orlo della peggiore crisi legata alla salute mentale degli ultimi decenni. La maggior parte delle cause delle cause di questo deterioramento possono essere tracciate sui loro cellulari”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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