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"Nizza attacco premeditato, Bouhlel si è radicalizzato sul web"

Nizza – La strage di Nizza ha una matrice islamista e fu programmata con cura, non fu il gesto improvvisato di un uomo con problemi psichici: è questo il primo punto fermo a cui sono giunti gli inquirenti francesi. Il procuratore di Parigi, Francois Molin, ha spiegato che Mohamed Lahouaiej Bouhlel si era radicalizzato negli ultimi mesi attraverso la propagamda dell’Isis su Internet e aveva cominciato a farsi crescere la barba per motivi religiosi, confidando agli amici di non capire perché lo Stato islamico non dovesse avere un proprio territorio.

Molin ha riferito che dal computer del 31enne di origine maghrebina emerge “un interesse sicuro e recente” per il radicalismo islamico, con la consultazione di “video violenti”, anche con “decapitazioni”, cori dell’organizzazione terroristica e “sure del Corano”. Tra il 1 luglio e il giorno antecedente il massacro setacciò a lungo e “quasi quotidianamente” Internet alla ricerca di informazioni su altri due sanguinosi attacchi di matrice fondamentalista, entrambi risalenti alla metà del mese scorso e concentrati in tre giorni: quello di Orlando, in Florida, nel quale il 12 giugno furono sterminati gli avventori di un club per gay; e quello di Magnanville, il sobborgo di Parigi dove il 14 furono assassinati un agente e la moglie, impiegata civile della polizia, il loro figlioletto preso in ostaggio. Sempre on-line Bouhlel s’informò inoltre “sulle sure (i capitoli; ndr) del Corano e sui ‘nasheed'”, canti corali a carattere religioso utilizzati ora dai miliziani dello Stato Islamico “quali strumenti di propaganda”. Sul computer di Bouhlel, ha aggiunto il magistrato, sono state altresì rinvenute “immagini estremamente violente di cadaveri e foto legate a vario titolo all’Islam radicale”. Nel suo cellulare è stato trovato un vecchio articolo di Nice Matin su un automobilista andato a schiantarsi con l’auto contro i tavolini di un bar. Sul pc c’erano foto di Osama Bin Laden e Mokhtar Belmokhtar.

Il procuratore ha confermato che  Mohamed Lahouaiej Bouhlel  aveva condotto una vita dissoluta e poco religiosa: mangiava maiale e si concedeva alcol e amanti, compreso un uomo di 73 anni sentito dagli investigatori.

Nell’ambito dell’inchiesta per la strage, il cui bilancio è di 84 morti, 74 feriti ancora ricoverati di cui 28 in rianimazione e 19 in pericolo di vita, si indaga sull’albanese arrestato domenica che avrebbe fornito la pistola all’autore della strage. Nella sua casa sono stati trovati 11 telefoni, cocaina e 2600 euro in contanti. 

Intanto nuove minacce di morte e distruzione sono state rivolte contro Nizza, il suo Municipio e, in particolare, contro il vice sindaco vicario Christian Estrosi, già primo cittadino: lo ha riferito l’edizione on-line del quotidiano ‘Nice-Matin’, secondo cui la telefonata minatoria e’ pervenuta al servizio comunale ‘Allo Mairie’, un numero gratuito molto diffuso in Francia, che funge tanto per le emergenze quanto per le comuni pratiche amministrative. La chiamata, che è stata registrata, è giunta intorno alle 12,30, poco dopo la fine della cerimonia pubblica sulla Promenade des Anglais in memoria delle vittime della strage del 14 luglio: vi si avvertiva che la città sarà colpita di nuovo dal lutto e da non meglio precisati “gravi atti”. L’autore del messaggio sarebbe già noto agli inquirenti. Preso di mira in prima persona Estrosi, esponente del partito conservatore dei Repubblicani fondato dall’ex presidente Nicolas Sarkozy: già alla guida del Comune fino al dicembre scorso, quando divenne presidente della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, cedette l’incarico all’allora suo vice e compagno di militanza Philippe Pradal, divenendone a propria volta il supplente. (AGI)

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