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“No alla pillola del giorno dopo”

L’articolo di Fabio Poletti (Stampa 6.10.14)

“”Due ragazze impaurite e un’infermiera assai rigida. Muro contro muro all’ospedale di Voghera in provincia di Pavia dove per due volte in due sere differenti una infermiera si è rifiutata di somministrare la pillola del giorno dopo a due ventenni. Le ragazze si erano rivolte nella notte nel nosocomio per chiedere il farmaco in libera vendita in Italia dal 2000. Il loro timore era quello di una gravidanza non desiderata dopo un rapporto non protetto avuto quella stessa sera poche ore prima. Ma l’infermiera è stata inflessibile e si è rifiutata di fornire il medicinale.
La vicenda ha sollevato un caso nell’ospedale dopo che un medico di turno al pronto soccorso e la caposala si erano rivolte alla direzione sanitaria. E’ stata aperta un’inchiesta. L’infermiera è stata già sentita e si è difesa: «Non le ho assolutamente minacciate. Ho solo cercato di convincerle a rinunciare e a salvare così vite umane. L’ho fatto per motivi di coscienza ma non religiosi». La paramedica, conosciuta in reparto come fervente cattolica e praticante, davanti alla direzione sanitaria dell’ospedale ha cercato di sostenere argomentazioni etiche: «Anche noi infermieri abbiamo un codice e il dovere di dialogare con i pazienti se lo riteniamo opportuno».
A rendere incomprensibile e inutile alla fine il suo gesto rimane la tipologia del farmaco. La pillola del giorno dopo a base di Levonogestrel va assunta entro 72 ore dal rapporto ritenuto a rischio. E’ in vendita in qualsiasi farmacia senza nemmeno bisogno di prescrizione medica. E’ facile che le due ragazze in quelle due diverse occasioni si siano rivolte nella notte al pronto soccorso nella speranza di accorciare i tempi. Ma è del tutto evidente che possono avere aspettato il giorno dopo, oppure essersi rivolte al proprio medico curante. I sanitari da tempo consigliano chiunque non voglia incorrere in gravidanze indesiderate e per evitare il rischio di malattie sessualmente trasmettibili di avere sempre rapporti protetti. Alcuni medici consigliano addirittura le giovani e giovanissime ad avere sempre con sè in borsetta il farmaco che oggi costa poche decine di euro.
A rendere ulteriormente incomprensibile l’atteggiamento della paramedica che ora rischia una pesante sanzione disciplinare è la stessa tipologia del farmaco. La pillola del giorno dopo, lo si sa da sempre, non è un farmaco che provoca aborti ma semplicemente inibisce l’attività degli spermatozoi nell’utero della donna. Un concetto finalmente approvato dall’Agenzia Nazionale del Farmaco che dopo anni di discussioni spesso ideologiche ha aggiornato la scheda tecnica dl farmaco. Sostituendo la vecchia dicitura «il farmaco potrebbe anche impedire l’impianto» con la più corretta «inibisce o ritarda l’ovulazione». Cosa che l’infermiera del pronto soccorso di Voghera non sapeva o ancora peggio ha volutamente ignorato riuscendo solo ad aumentare la paura di rimanere incinta nelle due ventenni.””

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