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Noemi Carrozza è morta per colpa della strada sconnessa?

La stella nascente del nuoto sincronizzato, Noemi Carrozza, è morta e la colpa è delle radici che deformano il manto stradale di Roma. Ne è sicura la mamma che ha fatto al sua accusa in un’intervista al Messaggero.

La 20enne è morta venerdì scorso in un incidente in via Cristoforo Colombo, all’altezza della pineta di Castel Fusano, a bordo del suo scooter, un Derbi. Portata all’ospedale Grassi di Ostia già in gravissime condizioni, Noemi è morta dopo due ore. La campionessa avrebbe perso il controllo del suo motorino per cause ancora da chiarire. Gli inquirenti stanno infatti effettuando accertamenti sull’asfalto di via Cristoforo Colombo e perizie sullo scooter. Mentre l’autopsia chiarirà se Noemi sia stata colpita da un malore che le avrebbe fatto perdere la padronanza dello scooter. Intanto la procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale.

“Colpa delle radici”

La madre, Silvia, non ha dubbi: “È morta per colpa delle radici”, ha assicurato al Messaggero. “Un paio di testimoni l’hanno vista sbandare dopo aver preso le radici della Colombo. Ha perso il controllo della moto ed è finita contro l’albero. Andava piano mi hanno detto che non superava i 60 km/h”.

Il cordoglio dello sport, Regione e Campidoglio

A piangere la giovane promessa azzurra, riporta Repubblica, è la  Federazione Italiana Nuoto: “La ricordiamo mentre danza nell’acqua, con tutta la passione che aveva” . Alla Fin si aggiungono anche Virginia Raggi e il presidente della Regione Nicola Zingaretti. “Lo sport del Lazio non perde solo una giovane campionessa — dice quest’ultimo — Ma una ragazza semplice e speciale”. “Roma ricorderà per sempre il suo sorriso — aggiunge la sindaca — Rimarrà un esempio per tutte le giovani atlete”.

Chi era

Carrozza, 21 anni da compiere l’11 settembre, era una delle più apprezzate sincronette azzurre. Viveva con la famiglia a Ostia Ponente. Ai Giochi Europei di Baku nel 2015, ricorda il Corriere della Sera, aveva sfiorato il podio nel Solo. Prima ancora aveva impressionato ai Campionati del mondo Juniores a Helsinki e nel 2012 aveva vinto la Coppa CoMeN. All’inizio di giugno aveva preso parte agli Assoluti nella piscina del Foro Italico: sul web c’è il video di quell’esibizione. Un’ultima danza nell’acqua, perfetta, come sempre.

Aveva sperato di essere convocata per Rio 2016, e ora il suo sogno era Tokyo 2020. A quest’appuntamento si stava preparando con allenamenti e rinunce tutti i giorni, ma anche con un sorriso contagioso. Intanto si era qualificata per tutte le competizioni estive. “Non era superba, si chiedeva sempre se avrebbe potuto fare di più”, raccontano all’All Round dove era tesserata. “Frizzante, divertente. Una forza della natura”. Ormai da tempo era entrata nel giro della Nazionale, si vedeva sempre più spesso nel Centro federale a Pietralata. Un talento che si era fatto apprezzare anche un anno fa in un campus a Ladispoli con atleti di altre nazionalità. Rivali, ma anche compagne di squadra, che adesso si disperano.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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