TwitterFacebookGoogle+

NON CI RESTEREBBE CHE PIANGERE (non fosse per l’UE)

Ieri stigmatizzavo l’ipocrisia e l’incoerenza dei media (a cominciare dai giornali) che con tono saccente, bilioso e vendicativo, spargono paure e minacciano sfracelli causa la Brexit, nonostante non facciano solitamente altro che accusare i loro nemici (perché, alla faccia della tolleranza e della misericordia… le inimicizie le hanno e mortali) di cavalcare e fomentare paure. Alcuni (è il caso di “Avvenire”) riescono addirittura a fare le due cose, spargere il terrore e accusare gli altri di farlo, nel medesimo articolo!

Oggi vorrei sottolineare la totale illogicità (nonché la strisciante cattiveria e la palese superbia) delle loro risentite analisi in merito al referendum britannico. Mi soffermerò sull’articolo di Severgnini Beppe, comparso ieri sul Corriere e intitolato: “La Brexit e lo sgambetto dei nonni alle nuove generazioni“. Basta già l’immagine scelta per corredarlo, una foto che ritrae tre anziani davvero malmessi che danno tanto l’idea di essere tre personaggi da freak show… per valutare quanta mal celata presunzione, quanta supponenza, quanta, infine, crudele stupidità, contengano quelle righe.

Sì, prima di tutto stupidità. Potrei anche perdonare a Severgnini di essere un personaggio tronfio, borioso, snob e classista perché questi difetti sono in fondo di noi tutti (o quasi),sono connaturati all’umano… l’unica differenza è tra chi li ammette e chi no (ma uno di sinistra come Severgnini non potrà mai ammetterli, del resto è proprio l’ obbligo ideologico di sostenere un’ufficiale e universale uguaglianza che fa esplodere in quelli come lui, più forte che in chiunque altro, il bisogno di sentirsi ufficiosamente superiori… è un po’ un effetto pentola a pressione).

Ma la stupidità essendo più evitabile, è meno perdonabile. Invece Severgnini ci tiene a dimostrarla tutta e per farlo si inventa – forse spinto dalla stizza ideologica che lo sta accecando in queste ore – una teoria con cui analizzare il voto britannico e demolire la parte uscitane vincitrice, davvero sbalorditiva per la sua idiozia. In breve, quella pro Brexit sarebbe una scelta sbagliata compiuta dai cittadini meno qualificati a decidere: i vecchi campagnoli incolti…. la parte peggiore della società, che avrebbe fatto un dispetto alla parte migliore, cioè i giovani abitatori delle metropoli, quelli colti, aperti e intelligenti.

Noto subito un passaggio, che è poi l’espediente retorico alla base del paralogismo, quello, cioè che fa apparire sensato l’insensatissimo discorso di Severgnini: le decisioni sul futuro le devono prendere quanti hanno davanti più futuro. Pare cosa logica, ma non lo è, perché confonde due piani che vanno invece ben distinti: l’interesse e la capacità. E’ ovvio che chi ha davanti (in teoria) più futuro ha maggior interesse a cosa accadrà in quel futuro, ma l’avere maggiore interesse non significa avere maggiori capacità e la decisione sul da farsi (in quel futuro) non vanno prese da chi ha maggior interesse ma da chi ha maggior capacità (sennò i malati, che sono i più interessati a guarire, non andrebbero dai medici che certo hanno meno interesse di loro alla guarigione, ma assai più capacità per fargliela ottenerla). E le maggiori capacità le hanno certamente le persone più esperte… le quali, oltretutto (se hanno una famiglia, dei figli, dei nipoti o anche solo un animo elevato e nobile) possono pure avere molto più interesse per il futuro di tanti giovinastri depressi e nichilisti che vivono alla giornata.

Sorvolo, come dicevo, sullo snobismo intellettuale (da vero intellettuale organico di sinistra) e mi concentro sul dato fondamentale del suo “ragionamento”: dopo migliaia di anni in cui per l’umanità la vecchiaia è stata sinonimo di saggezza, per gli uomini nuovi alla Severgnini, i vecchi sono diventati le persone meno indicate, meno qualificate per decidere, per capire, per consigliare. In effetti un ultra ottantenne che ha visto la guerra, conosciuto difficoltà di ogni sorta, cresciuto una famiglia, lavorato per una vita… cosa ne può sapere, come può valutare? Poi, come liricamente osserva Severgnini (anche per farci sapere che lui viaggia e la Gran Bretagna la conosce bene),magari è un campagnolo (quelli che un tempo avevano le scarpe grosse e il cervelli fino… oggi non più evidentemente) sul quale “le informazioni scivolano come l’acqua sulle piume dei pellicani di St James’s Park“.

Ecco un altro punto centrale: Severgnini li detesta questi vecchiacci rurali, perché sfuggono al suo controllo, sono appunto impermeabili come piume di pellicano, al diluvio di informazioni partigiane che quelli come lui (ossia i galoppini di un sistema dei media sempre più chiaramente orientato ideologicamente e mono diretto) riversano sulla gente. C’è il rischio (divenuto una volta tanto realtà) che questi “Bertoldi” aprano la finestra e giudichino il mondo con la propria testa (piena, vuota, buona o cattiva che sia) e non attendano l’ordine dei severgnini per stabilire come lo devono vedere, come la devono pensare. Inaccettabile… nel terzo millennio!

Ma quindi, chi, per il “nostro”, aveva pieno ed esclusivo diritto di decidere? Ecco la risposta: “Tra i ragazzi tra 18 e 24 anni, quelli favorevoli all’Europa sono il 73%“! E sì, quelli mica sono pellicani, quelli il Severgini di turno lo ascoltano. Quelli sì che hanno esperienze e conoscenze… non avranno fatto o visto la guerra e la fame, non avranno ricostruito il loro Paese, non avranno una famiglia, ma diavolo, magari hanno fatto o stanno per fare l’erasmus! Per il resto studiano (in belle scuole piene di altri Severgnini che dicono loro cosa pensare, cosa vedere fuori dalla finestra… anche senza aprirla),mantenuti spesso dai vecchiacci; i migliori (quelli più avanti) fra loro, poi, si fanno anche le canne, e i tatuaggi, ecc. ecc. Insomma un curriculum vitae sbalorditivo, da far impallidire quello di Giulio Cesare… che, cinquantenne, la Britannia l’ha saputa solo conquistare!

Assai divertenti e toccanti anche le testimonianze che il giornalista inanella nell’articolo: tutti casi umani davvero strazianti e pregnanti, come quello della giovane studentessa in storia dell’arte che teme di non poter più andare a Roma (ma credo che il papà le comprerà una bella casa ai Parioli e così anche senza erasmus potrà soggiornare nell’Urbe). E sì, perché quello dell’erasmus pare essere uno tra i problemi principali, che, ovviamente, i vecchiacci rurali non possono certo comprendere. Perché l’apporto allo sviluppo della civiltà mondiale dato dall’erasmus è incommensurabile. Prima che fosse inventato, gli studenti non potevano nemmeno andare ad una scuola che non fosse nel loro quartiere. Era vietato anche solo studiare in geografia Stati che non fossero il proprio.

Del resto è noto che per secoli in Europa, prima dell’invenzione dell’erasmus, nessuno studente o studioso lasciava mai la propria terra per andare altrove ad acculturarsi o insegnare. Stessa cosa dicasi per i letterati, gli artisti, i musicisti… Petrarca è nato e morto ad Arezzo, Tommaso ad Aquino, Erasmo a Rotterdam, Leonardo a Vinci, Mozart a Salisburgo! Ma in fondo, il problema è assai più vasto e non riguarda solo studenti e intellettuali ma tutti gli abitanti del continente che solo da che esiste l’UE possono finalmente uscire di casa.

Prima la cosa era impensabile; esistevano dogane ad ogni crocicchio che, come nel film “Non ci resta che piangere”, chiedevano spropositati dazi a tutti i passanti. Solo per recarsi a fare la spesa dal lattaio sotto casa si doveva subire una perquisizione corporale, esibire un passaporto, mostrare un visto e… pagare un fiorino (uno all’andata e uno al ritorno). Infatti ancora oggi non si ha notizia di qualcuno che sia riuscito ad andare in Paesi fuori dall’UE… (non si è nemmeno certi ne esistano). C’è solo da sperare che quanto prima tutto il mondo entri nel Paradiso Comunitario Europeo dal quale, assurdamente, alcuni pazzi vogliono uscire, (come accadeva, altrettanto inspiegabilmente per gli stessi, che come Napolitano oggi deplorano la Brexit, con il paradiso sovietico!). Così finalmente si potrà andare in Canada, in Giappone, in Sud Corea… in Svizzera (tutte terre, oltretutto, depresse perché fuori dal nostro paradiso).

Insomma, ecco il realistico quadro di sventure che Severgnini ci prospetta e prospetta agli Inglesi. Non potranno più venire in Europa (come è stato fino a prima della nascita dell’UE),anche perché, specie nazioni come la nostra, si sa, hanno delle frontiere invalicabili, in cui rigidissimi e spietati controlli vietato anche alle mosche extracomuniatrie di transitare. Di certo stabiliremo un complicatissimo sistema di visti, accertamenti, autorizzazioni, che non consentirà quasi a nessun inglese (al massimo alla regina in caso di visita di Stato… ma sarà da vedere!) di sfiorare più il nostro territorio che, notoriamente, noi non facciamo calpestare a nessuno che non sia italiano o comunitario! Così sarà pure per le merci. Nemmeno più una nota di canzone inglese potrà vagare nel nostro spazio aereo senza aver superato dazi e dogane, sempre che ci riesca. Perché in Italia circolano solo merci italiane o comunitarie… infatti nessuno ha mai visto sul nostro suolo prodotti provenienti da: Cina, India, Bangladesh, Turchia, USA, Tunisia, Giappone, Svizzera, Brasile ecc. ecc.

Tornando ai vecchiacci rurali. I tempi sono cambiati (lo dice, gioiosa, anche la Chiesa ormai): quando i Romani antichi avevano un Senato ossia un consesso di consiglieri del quale, nel suo periodo migliore, facevano parte essenzialmente vecchi agricoltori alla Catone (una Decrepita alleanza direbbe il “giovane” Severgnini) dominavano il mondo, oggi invece è giunto il momento di creare, in ogni nazione, un Juniorato, ossia un consesso di ragazzetti semi-colti che possano essere dominati dai Severgnini di tutto il mondo.

Ironia o sarcasmo a parte, Severgnini (e tantissimi come lui… chè la sua logica è, ahimè, assai diffusa) trova inaccettabile che le scelte fondamentali di una nazione vengano prese da vecchiacci rurali oltretutto probabilmente non laureati e non costantemente attaccati a TV e giornali ecc., io trovo invece gravissimo che una persona boriosa e mentalmente inconsistente scriva sui giornali.

http://www.arbitercohortis.eu/2016/06/25/non-ci-resterebbe-che-piangere-non-fosse-per-lue/

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.