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“Non ci sono uova contaminate in Italia”. Il ministero chiarisce dopo l'allerta dell'Ue. Il punto della situazione

Il titolo di questo articolo e parte del suo contenuto sono stati aggiornati nelle ultime ore in seguito alla comunicazione che il ministero della Salute ha diffuso riguardo la presenza in Italia di uova contaminate con Fipronil dopo l’allarme lanciato dalla Commissione europea. Ultimo aggiornamento: ore 16.20

“Anche in Italia sono arrivate le uova contaminate con il Fipronil” avverte la Commissione europea. “Ma non sono mai state distribuite”, assicura il ministero della Salute. Questa, al momento, è la situazione per ciò che concerne le uova contaminate nel nostro Paese. Commissione Ue e ministero italiano della Salute si sono parlati a distanza e hanno chiarito ufficialmente come stanno le cose: non eisistono partite di uova contaminate al fipronil in distribuzione nei nostri supermercati. Lo garantisce il governo italiano (leggi la nota che segue, diramata dall’ufficio stampa).

“Dai riscontri incrociati tra le liste di aziende coinvolte e quelle che hanno spedito prodotti in Italia negli ultimi tre mesi, al momento risulta solo che un’azienda ha acquistato uova da uno degli allevamenti olandesi interessati e le ha trasformate in ovoprodotti che ha poi venduto anche presso un’azienda italiana. Le autorità sanitarie locali hanno provveduto a porre sotto sequestro la partita, e quindi il prodotto non è stato posto in commercio. Pertanto, ad oggi, non risultano distribuiti al consumo uova o derivati contaminate da fipronil sul territorio nazionale”. 

Nei giorni scorsi il ministero della Salute aveva informato gli Assessorati alla Sanità delle Regioni e chiesto di effettuare le verifiche sul territorio.

Quali sono i Paesi ‘toccati’ dallo scandalo delle uova contaminate

  • Paesi Bassi
  • Italia
  • Belgio
  • Germania
  • Francia
  • Svezia
  • Regno Unito
  • Austria
  • Irlanda
  • Lussemburgo
  • Polonia
  • Romania
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Danimarca. 

 

Cos’è il Fipronil e quali sono i rischi per gli uomini

Il Fipronil è un insetticida usato solitamente per combattere parassiti negli animali, ma non in quelli destinati al consumo alimentare da parte dell’uomo. Proviamo a mettere in fila le informazioni sin qui a nostra disposizione.Test su uova, sangue e feci dei polli hanno evidenziato alti livelli dell’insetticida che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) può provocare danni ai reni, tiroide e fegato se ingerito in grandi quantità per un certo periodo di tempo. Altamente tossico, usato per proteggere le coltivazioni così come in veterinaria contro pulci, pidocchi e zecche, il Fipronil  può avere effetti anche sulle api da miele. L’insetticida può essere assorbito attraverso la pelle o ingerito.

Secondo l’Istituto federale per la valutazione del rischio, citato dalla Deutsche Welle, un bambino che pesa circa 16 kg potrebbe mangiare 1,7 uova al giorno – o prodotti che le contengono come pancake – senza raggiungere il livello in cui il Fipronil diventa pericoloso, mentre per un adulto di 65 kg si potrebbe arrivare fino a 7 uova al giorno.

Il ministro dell’Agricoltura per la Bassa Sassonia, Christian Meyer, ha dichiarato alla televisione che c’è un rischio per i bambini se mangiano due uova contaminate al giorno, aggiungendo che potrebbero essere in totale 10 milioni quelle arrivate in Germania dall’Olanda. Il ministero dell’Agricoltura di Berlino, però, finora ha parlato di 2,9 milioni di uova che si ritiene siano state esposte al Fipronil e sono state esportate in Germania prima del 22 luglio, quando le spedizioni sono state bloccate.

Cosa sappiamo di certo

Circa 180 fattorie olandesi sono state temporaneamente chiuse, mentre continuano le analisi sui campioni e la procura ha aperto un’inchiesta per risalire alla fonte della contaminazione. Secondo Aldi, una delle più grosse catene di discount in Germania con quattromila punti vendita, il ritiro delle uova è “solo una precauzione, non ci sono ragioni per credere che ci siano rischi per la salute”.

Le autorità belghe lo sapevano da giugno

Intanto, dal Belgio le autorità per la sicurezza alimentare hanno ammesso che sapevano già da giugno di una possibile contaminazione da Fipronil in uova provenienti da fattorie olandesi. Un’azienda di pollame li avrebbe avvertiti più di un mese fa di aver riscontrato un alto livello dell’insetticida nei loro prodotti. “Abbiamo immediatamente lanciato un’indagine e abbiamo anche informato il procuratore perché era una questione di possibile frode”, hanno spiegato

Secondo quanto riferito dal quotidiano olandese ‘De Volkskrant’, ripreso dal Guardian, si teme che la sostanza illegale sia stata mischiata con un altro insetticida autorizzato usato per accrescere la resa e il mix usato per oltre un anno. Dall’autorità competente olandese, la Nvwa, però non sono arrivate conferme. “Non abbiamo modo di accertarlo perché le uova sono state mangiate”, ha sottolineato un portavoce dell’agenzia per la sicurezza alimentare. “Stiamo ancora calcolando il numero di fattorie che sono state colpite e le analisi di 600 campioni sono in corso”.

I timori del sindacato olandese: rischi per un mercato da 10 miliardi di uova prodotte all’anno

L’Olanda è la più grossa produttrice europea di uova, e tra le maggiori al mondo, con un’esportazione di circa il 65% dei 10 miliardi di uova prodotte ogni anno. Da qui i timori della presidente del sindacato olandese dei produttori di pollame, Hennie de Haan, che ha messo in guardia contro reazioni eccessive.

“Se altri rivenditori seguono l’esempio di Rewe, il disastro non può essere trascurato”, ha affermato. “Se è temporaneo, è ancora possibile recuperare, ma se dura più a lungo, l’intero settore olandese, compresi i commercianti, è alla bancarotta. Non si può semplicemente trovare un mercato da 4,5 miliardi di uova all’anno”.

La precisazione della Coldiretti

L’Italia ha importato nel 2017 uova di gallina in guscio dall’Olanda, emergeva da una analisi della Coldiretti, secondo cui in particolare nei primi quattro mesi dell’anno sono arrivati nel nostro Paese 578 mila chili di uova in guscio; nello stesso arco di tempo “non risultano invece importazioni di uova di gallina in guscio dal Belgio, che nella notifica iniziale al Sistema di allerta rapido Rasff il 20 luglio sembra aver indicato che l’Olanda, la Francia, l’Italia, la Germania e la Polonia stanno usando il Dega-16 nei loro mercati”. 

“Con gli italiani che consumano circa 215 uova a testa all’anno è importante – sottolinea la Coldiretti – fare chiarezza e garantire la qualità e sicurezza di quelle presenti sul mercato nazionale”. Grazie alla produzione nazionale di 12,9 miliardi di pezzi, l’Italia – precisa la Coldiretti – è praticamente autosufficiente per il consumo di uova. Le uova di gallina hanno un sistema di etichettatura obbligatorio a livello europeo che consente di distinguere tra l’altro la provenienza e il metodo di allevamento con un codice” ad hoc. A queste informazioni si aggiungono quelle relative alle differenti categorie (A e B a seconda che siano per il consumo umano o per quello industriale), per indicare il livello qualitativo e di freschezza e le diverse classificazioni in base al peso”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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