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Non è solo una questione di preservativi, ecco perché i Cavalieri di Malta si ribellano al Papa

Roma – I Cavalieri di Malta sfidano il Papa in un confronto che sembra il più acceso dalla loro fondazione, nel 1.048 a Gerusalemme.

I fatti

L’8 dicembre scorso, il Gran Cancelliere dell’Ordine, il tedesco Albrecht Freiherr von Boeselager, viene cacciato e il 14 dicembre l’incarico viene affidato ad interim al maltese John Edward Critien. Il cancelliere uscente, che aveva rifiutato di dimettersi, aveva consentito la distribuzione di decine di migliaia di profilattici in Myanmar e altri Paesi poveri ad alto tasso di diffusione dell’Aids. Secondo l’Ordine questa distribuzione va contro la dottrina cattolica e il Gran Cancelliere si era rifiutato di fermarla. A quel punto, è intervenuto direttamente il Gran Maestro Matthew Festing. La decisione di rimuovere von Boeselager viene presa in autonomia ma con il probabile placet del cardinale Raymond Burke, cardinale patrono del Sovrano Ordine di Malta

La commissione

Nel giro di una settimana, la reazione vaticana si concretizza nella nomina di una commissione guidata dal Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin: cinque commissari per un’indagine sull’accaduto. L’Ordine di Malta si rifiuta immediatamente di collaborare con la commissione, degradandola a “Gruppo” afflitto da “irrilevanza giuridica”. 

Il Gran Cancelliere

Nella struttura di governo del Sovrano Ordine di Malta, il Gran Cancelliere ricopre l’incarico sia di Ministro degli Esteri sia di Ministro degli Interni. E’ a capo della Cancelleria e degli uffici dipendenti e ha la responsabilità dei rapporti con le associazioni nazionali dell’Ordine, della rappresentanza dell’Ordine nei rapporti con i terzi, della conduzione politica e dell’amministrazione interna dell’Ordine. Come Ministro degli Esteri, da lui dipendono le rappresentanze diplomatiche del Sovrano Ordine di Malta nel mondo.

Lo scontro

Non solo: il Gran Maestro ha scritto che “l’Ordine ha ritenuto di non dover collaborare, anche al fine di tutelare la propria sfera di sovranità rispetto ad iniziative che si atteggiano quali forme volte obiettivamente (e quindi al di là delle intenzioni, che sono giuridicamente irrilevanti) a porre in discussione o comunque a limitare detta sfera. Nel paragrafo 6 dell’articolo 4 della Carta Costituzionale del Sovrano Ordine di Malta è detto con chiarezza che  “la natura religiosa non esclude l’esercizio delle prerogative sovrane spettanti all’Ordine in quanto soggetto di diritto internazionale riconosciuto dagli Stati” e il paragrafo 5 ribadisce che “l’Ordine ha una rappresentanza diplomatica presso la Santa Sede, secondo le norme del diritto internazionale”.

“La conferma di tale status di diritto internazionale anche nei confronti della Santa Sede è nell’Annuario Pontificio, là dove l’Ordine è citato un’unica volta e non già tra gli Ordini religiosi, quanto piuttosto tra le Ambasciate degli Stati, accreditate presso la Santa Sede”. 

Il confronto sulla dottrina

Il cardinale Burke è, con i pari grado Walter Brandmüller, Carlo Caffarra e Joachim Meisner, fra i firmatari della lettera di ‘Dubia’ (eccola qui) con cui quattro porporati chiedevano risposte, mai arrivate, a Francesco su temi legati a famiglia, divorzio e dottrina dopo le aperture dell’Esortazione apostolica postsinodale “Amoris Laetitia” con cui il Papa raccoglie le sintesi dei due sinodi sulla famiglia: quello straordinario del 2014, sul tema “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”; e quello ordinario del 2015 sul tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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