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“Non ero 'fatto'. Mi sono distratto al cellulare”

Eroinomane, ma non assassino.  E comunque l’incidente non è colpa dell’eroina. Questo racconta Domenico Diele, l’attore protagonista della serie 1993 che ha provocato la morte di Ilaria Dilillio in un incidente stradale nel salernitano. Lo riporta il Corriere della Sera che con il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Maria Borrelli, lo ha incontrato nel carcere di Fuorni, alle porte di Salerno.

Eppure aveva la patente sospesa dal 2016. E, come racconta La Stampa, aveva mentito anche sul set del road movie ‘Vita Spericolata’, dove interpretava un pilota di rally.

 

Non c’è da parte di Diele alcun tentativo di auto-assolversi, come emerge dalle parole riportate dal Corriere: “Urlerò la mia colpevolezza con tutte le forze. Non ho scuse, ho sbagliato e devo pagare”. E racconta la sua versione: l’incidente non sarebbe avvenuto perché era sotto effetto dall’eroina ma perché distratto. “Sono dipendente da eroina, questo sì, ma la droga non c’entra con l’incidente. Mi sono distratto con il cellulare”.

Non ho scuse, ho sbagliato e devo pagare

Ma al narcotest è risultato comunque positivo agli oppiacei e ai cannabinoidi. E come ricordato, si era messo alla guida del veicolo senza patente: “L’ho fatto perché mia cugina ci teneva ad avermi al suo matrimonio in Calabria, e l’unico modo per esserci era andare e tornare in macchina nella stessa giornata”.

L’attore lancia un appello al padre della donna rimasta uccisa: “Vorrei incontrarlo e ammettere le mie colpe. Ma anche provare a spiegargli che è stato un incidente e non un omicidio”.

La coincidenza dell’ex concorrente GF sul luogo dell’incidente

Racconta La Stampa che Ferdinando Giordano, concorrente del Grande Fratello 11, stava rientrando quella stessa notte da Salerno. Sull’autostrada è stato tra i primi a vedere il corpo della donna a terra. E c’era anche Diele. “Intanto, sulla carreggiata, c’era questo ragazzo, Domenico, che urlava e si disperava. Non ho riconosciuto chi fosse, in quei momenti pensi ad altro”. 

Prima dell’arrivo dei soccorsi, ha provato a prestare aiuto alla donna. E non si è reso conto se Diele fosse o meno sotto l’effetto di droghe. “Non era evidente che fosse sotto stupefacenti, perché era già visibilmente sconvolto per la tragedia appena successa”.

Il papà della vittima e il regista con cui ha lavorato Diele

La famiglia e gli amici di Ilaria Dilillio chiedono con forza che sia fatta giustizia. Nicola Dilillio, padre di Ilaria e carabiniere in pensione, racconta al Corriere tutto il suo dolore: “Io sono completamente annientato, sono finito, sono distrutto. Da quando mia moglie se ne è andata, Ilaria è stata la mia forza per andare avanti”.

E si dice scettico sul fatto che l’attore possa scontare tutta la sua pena: “Sedici anni di carcere? E’ una cosa del tutto immaginaria. Non ci credo che resterà tanti anni lì”. In realtà la pena che rischia Diele è tra gli 8 e i 12 anni, ma se sceglierà il rito abbreviato tra 5 anni potrebbe essere fuori dal carcere.

C’è una testimonianza che salva almeno in parte l’immagine umana di Domenico Diele. Il regista Piero Messina, che lo ha diretto nel film “L’attesa”, dice di lui in un’intervista pubblicata sulla Stampa: “Aldilà degli aspetti professionali, era un ragazzo dolce, genuino e disponibile. Era l’ultima persona da cui ci si poteva aspettare una cosa del genere”.

Per approfondire:

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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