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Non far vincere il Terrore rinunciando ai viaggi in Turchia

Ankara – “Rinunciare a un viaggio in Turchia significa far vincere il terrore”. Non ha dubbi Irfan Onal, responsabile della promozione del turismo del ministero della Cultura e Turismo turco che, in un’intervista all’AGI, trasmette la voglia di un Paese desideroso di voltare pagina dalla minaccia terroristica e accogliere chi viene dall’estero per mostrare loro tutte le proprie bellezze. “L’ospite è sacro e la storia e la cultura di questo Paese eterne, il nostro popolo desidera che qui chiunque si senta protetto come fosse a casa propria”. “La Turchia è un continente in miniatura – ha proseguito – una terra dalla geografia variegata, in cui hanno trovato spazio culture e popoli. La Storia ci insegna che qui si sono susseguite diverse civiltà, la cui eredità è ora racchiusa nelle bellezze dell’Anatolia. A questo si aggiunge l’ospitalità, il nostro popolo apre la porta a chi arriva da fuori e lo mette a proprio agio”.

La minaccia del terrorismo non deve quindi spaventare gli amanti delle spiagge, dell’archeologia e del buon cibo che caratterizza questo Paese. “Non solo la Turchia, ma purtroppo l’umanità intera si è ritrovata a fronteggiare la piaga del terrorismo – ha spiegato Onal – la Turchia a livello internazionale si è unita ai Paesi che combattono, mentre a livello interno il Paese ha purtroppo pagato la vicinanza con la Siria e la posizione geopolitica in una regione turbolenta. Tuttavia posso assicurare che sono state prese tutte le misure necessarie. Arresti sono stati effettuati e questa organizzazione puo’ considerarsi finita, le istituzioni e il Paese hanno reagito e la Turchia è un Paese sicuro”. Onal coglie l’occasione per ringraziare la comunità internazionale per la solidarietà mostrata nei confronti della Turchia e assicura che il Paese non si piegherà al terrore. “E chiediamo a tutti di fare lo stesso, pochi venuti da chissà dove non possono vincere contro un Paese intero, un Paese che ha reagito con veemenza”. Onal è sicuro che la lotta al terrorismo costituisca la priorità numero uno del governo del premier Binali Yildirim, e che sarà sradicato il piu’ rapidamente possibile, come dimostrano i “piu’ di 40 arresti in 48 ore, segno che vogliamo voltare pagina”. Il premier sa che se vuole pacificare il Paese deve pero’ stabilizzare il sud est. A questo proposito ha di recente annunciato la ricostruzione e il rilancio dell’economia nell’area, dove Onal garantisce che “anche il turismo è destinato a far parte della strategia mirata a favorire una rapida ripresa economica di una parte della Mesopotamia, una regione con delle peculiarità culturali, storiche e sociali uniche, dove abbiamo già effettuato degli investimenti importanti. Negli ultimi 3 anni abbiamo aperto due musei; il ‘Museo Archeologico di Edessà a Urfa, dove si possono ammirare i reperti del sito di Gobekli tepe, testimonianze uniche, che hanno riportato indietro l’orologio della Storia e quello dei mosaici di ‘Zeugmà. Anche Adiyaman, Hatay e Dyarbakir, solo per fare degli esempi, sono località destinate a esercitare fascino e lasciare ricordi indelebili nella memoria dei visitatori. Il governo sa che il turismo puo’ essere una fonte importante per lo sviluppo dell’economia della regione e agirà in questa direzione”.

Tra le opportunità per il rilancio del Paese anche l’Expo 2016 che che per sei mesi aprirà le porte di Antalya, città vicina al mare e da sempre lontana dalle tensioni. “Parliamo di una località da 12 milioni di visitatori l’anno, una destinazione che di per sè non ha bisogno di presentazioni ma che tuttavia si prepara dal 2011 a questo evento. Un expo che ha come tema la botanica ha comportato la preparazione di spazi e che consentano di mostrare la bellezza e la cultura di tutti i Paesi ospitati. Anche qui è stato fatto un investimento importante, le aree Expo infatti costituiranno un eredità per Antalya e i suoi abitanti della città e un’ulteriore attrattiva per i turisti. Posso dire che c’è un motivo in piu’ per recarsi ad Antalya”. E poi Istanbul “capitale di tre imperi. Una città che ha già ripreso a vivere e che non rinucerà a iniziative come il Theater e lo Shopping Festival. – ci tiene a precisare Onal – sebbene colpita come già purtroppo altre capitali europee come Parigi e Bruxelles e in passato Londra e Madrid. Questo non significa che dobbiamo rinunciare a viaggiare; rinunciare a un viaggio a Istanbul significa negarsi un’esperienza indimenticabile, un’occasione per vedere le meraviglie del passato al fianco di una metropoli dinamica in cui gallerie d’arte e festival come quelli citati costituiscono un’occasione per vivere anche il presente e il futuro di una città eterna, la Roma d’Oriente”. La Turchia anche quest’anno sarà ospite della Biennale di Venezia. “Con Venezia ha sottolineato Onal – condividiamo parte della cultura marinara, la cultura della Darsena, la cultura del Mediterraneo. Una condivisione che va avanti da secoli e alla quale daremo continuità con il nostro padiglione 2016, con l’idea di dare un tocco in piu’ al rapporto tra le due sponde del nostro mare. Sono sicuro che avrà successo”. Infine il buon cibo, aspetto culturale che la Turchia condivide con l’Italia a pieno titolo. Cosa far assaggiare a degli ospiti italiani? “In un Paese cosi’ vario è normale ci siano vari tipi di cucina, ma per un approccio alla tradizione culinaria turca per i miei ospiti sceglierei la cucina di Gaziantep, di recente inserita nelle liste Unesco. Tantissimi piatti e sapori eccezionali, gli italiani la apprezzeranno, ne sono certo”. (AGI) 

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