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Non più solo macerie. Da dove ripartono i borghi del terremoto

Duecentotrentanove rintocchi di campana, uno per ogni cittadino di Amatrice morto quella notte del 24 agosto, quando una scossa di magnitudo 6.0 trasformò in un cumulo di rovine il borgo reatino e le vicine frazioni di Accumoli e Arquata del Tronto. Il conto totale delle vittime fu pari a 299. Migliaia gli sfollati, molti dei quali non hanno ancora ricevuto le chiavi delle “casette”, la cui consegna procede a rilento, come la rimozione delle macerie. La solenne celebrazione del primo tragico anniversario del sisma ha riportato sulle prime pagine lo strazio del Cuore d’Italia. Da domani i riflettori si allontaneranno di nuovo da queste comunità ferite, che si sentiranno di nuovo un po’ più sole di fronte alla lentezza della ricostruzione. Cosa è rimasto di quei borghi? Quante macerie rimangono ancora da rimuovere? Cosa chiedono i sindaci al governo? Riproponiamo nove nostri articoli con i quali, in questi giorni, abbiamo provato a dare qualche risposta.

“Amatrice, un anno dopo, prova a tornare a vivere”

“La ferita del mostro è ancora lì, sotto gli occhi di tutti, a squarciare il cielo sopra i monti della Laga. Una ferita ancora aperta e sanguinante, a un anno esatto da quella notte che ha cambiato per sempre la vita degli amatriciani, e Amatrice stessa. ‘Amatrice non c’è più’, disse il sindaco Sergio Pirozzi in collegamento radio pochi minuti dopo le scosse che hanno distrutto il borgo più famoso dell’alta valle del Velino. Mai frase fu più prossima alla realtà dei fatti, una realtà che parla di un territorio spazzato via dalla furia del sisma. Prima, di quello devastante del 24 agosto, poi delle ancor più forti scosse di fine ottobre, che hanno in qualche modo ‘finito il lavoro’, distruggendo quel poco che era rimasto in piedi, lungo Corso Umberto I, la zona rossa di Amatrice capoluogo, come in tutte le tantissime frazioni del comune reatino. Alcune delle quali, da Casale a Faizzone, passando per Petrana, Rio, San Lorenzo e Flaviano, Sant’Angelo e Saletta, rase completamente al suolo”. (Leggi tutto)

“Dopo un anno Accumoli è un borgo fantasma”

“La ricostruzione, ad Accumoli, non ha avuto la stessa velocità di Amatrice, e le prime Soluzioni Abitative d’Emergenza (Sae) sono state consegnate solo negli ultimi giorni, consentendo agli accumolesi di tornare nella propria terra. Ancora lontane, invece, le aperture dei locali destinati ad esercizi e attività commerciali, chiusi ormai da un anno. ‘Accumoli figlio di un Dio minore’, hanno esclamato più volte i residenti rimasti a lottare, contro il terremoto e contro l’inverno più duro degli ultimi 60 anni: allevatori, agricoltori e contadini che non hanno mai lasciato i monti della Laga, restando al fianco dei loro animali, al freddo e sotto metri di neve.. (Leggi tutto)

“Cosa contestano al governo i sindaci dei paesi terremotati”

“A riportare bruscamente al centro del dibattito la sorte dei borghi devastati dalle scosse è stata un’intervista al sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, pubblicata domenica dal Messaggero. Il primo cittadino della località simbolo del dramma non ha usato mezzi termini: “Sull’esenzione da tasse e contributi ci hanno presi in giro. Ho studiato il bando pubblicato dal ministero dello Sviluppo Economico, non c’è quello che era stato stabilito. Ci avevano promesso l’esenzione dai contributi e dalle tasse per le imprese per due anni. E invece c’è solo un credito di imposta”. (Leggi tutto)

“Ma quante sono davvero le macerie che sono state rimosse?”

“C’è chi dice che sono state quasi tutte rimosse, chi giura che ne è stata eliminata una minima parte, chi metterebbe la mano sul fuoco che le macerie sempre quelle sono, ma vengono spostare da un punto all’altro. Parliamo di paesi distrutti e di popolazioni che hanno già dato fondo a tutte le riserve di dolore, pazienza e speranza. Quante sono davvero le tonnellate di macerie rimosse? E quante ne mancano? Proviamo allora a capire un po’ meglio come stanno le cose”. (Leggi tutto)

“Legambiente: più poteri al commissario per cambiare passo”

“La stima della Regione Marche, con l’area del cratere più vasta, è di 1.120.000 tonnellate di macerie, di cui 117.500 già raccolte, il 10,50%. Su 87 Comuni colpiti, 52 sono ancora invasi dalle macerie e ben 9 sono ancora inaccessibili a causa dell’inagibilità delle vie di comunicazione, impossibilitati quindi ad avviare la raccolta degli inerti. Situazione estrema è quella di Arquata del Tronto, con le sue frazioni di Pescara del Tronto, Tufo, Capodacqua, assolutamente impraticabili”. (Leggi tutto

“Troppa lentezza, poca innovazione. Il terremoto un anno dopo”

“Un sistema economico e sociale che ha retto all’impatto del sisma, che ha mostrato la voglia di rimanere nelle città distrutte per ricostruirle, di rilanciare attività economiche e occupazione ma che nel suo complesso rappresenta una ferita che il Paese deve sentire come propria e un’opportunità per una parte dell’Italia ben più vasta di quella interessata dal sisma”. (Leggi tutto)

“Quanti soldi hanno messo lo Stato, l’Europa e i privati per le aree terremotate”

“Terremoto: a distanza di quasi un anno dal sisma che ha colpito il centro Italia si lavora ancora per tornare alla normalità e si guarda alla moviola cercando di vedere che cosa sia stato fatto e che cosa si debba ancora fare. Sono 23,5 i miliardi di danni stimati dall’Italia e l’Europa ha riconosciuto al nostro Paese una cifra record di 1,2 miliardi di euro dal fondo di solidarietà. E non è mancata la generosità dei cittadini con oltre 30 milioni di euro in donazioni da utilizzare per i piani di rilancio delle Regioni”. (Leggi tutto)

“Tutte le agevolazioni fiscali previste per imprese e cittadini colpiti dal sisma”

“La circolare 4 agosto 2017, n. 99473 del Mise indica le modalità e i termini di presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni a beneficio delle imprese situate nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici. L’intervento prevede la concessione di agevolazioni sotto forma di esenzioni fiscali e contributive in favore di imprese che svolgono la propria attività o che la avviano entro il 31 dicembre 2017 nella Zfu (Zona franca urbana) Sisma Centro Italia”. (Leggi tutto)

“Viaggio tra le rovine di Amatrice e Borgo Retrosi”

“Mi passa la voglia di presentarmi come giornalista: quando arrivi qui non sei più nessuno. Senti solo il dovere di disturbare il meno possibile. Prendere appunti su un taccuino invisibile. Memorizzare ogni parola, ogni gesto. Ti senti in colpa persino perché sei finita tuo malgrado a frugare nei ricordi intimi di gente che ha perso tutto. Non sai quante persone siano morte in quella casa da cui ora estraggono quel fagottino di vestiti. Non sai se quella donna che sta piangendo abbia perso i familiari. Non hai il coraggio di fare domande”. (Leggi tutto)

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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