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Non so spiegarlo, ma tanto c’è la meccanica quantistica

Di Alessandro Chiometti –

Sempre più diffusa negli ambienti non razionali e non scientifici la “spiegazione quantistica dei non fenomeni”.

L’omeopata non sa spiegare la cosiddetta “memoria dell’acqua”? Sicuramente sarà un effetto quantistico.

Il medium non sa spiegare perché lui vede i fantasmi e tu no? Questioni quantistiche.

Il sedicente telecinetico deve giustificare i suoi poteri? È una faccenda quantistica, che ci volete capire voi, comuni mortali?

Come ebbe a dire in una conferenza il mio amico Dott. Maurizio Magnani (autore di: “Spiegare i miracoli” Dedalo Edizioni 2005) “Stiamo perdendo il senso della realtà, la scienza forse dovrebbe tornare all’empirismo”.

Al di là della provocazione evidente la cosa però ha un senso. Oggi non si cerca più una teoria scientifica per spiegare i fatti che abbiamo di fronte, ma si cercano i fatti per giustificare le teorie (non scientifiche) a cui vogliamo credere.

Ovvio che la meccanica quantistica è una teoria scientifica, ma ciò che quasi tutti dimenticano è che una teoria valida per “l’infinitamente piccolo” ovvero leptoni, quark, e al limite elettroni. Già gli atomi sono al limite mentre con le molecole appena più grandi siamo già nel campo di gioco della fisica classica che poi viene corretta con la relatività einsteiniana per le grandi masse. Del resto è cosa nota che la “Teoria del tutto” che possa conciliare i due campi da gioco è ancora lontana dall’essere definita.

Allora prima di giustificare presunti prodigi con la meccanica quantistica parliamo dei fatti a nostra disposizione.

L’Omeopatia, in barba ai suoi milioni di adepti e ai miliardi guadagnati dalle multinazionali omeopatiche, non ha mai prodotto una sola evidenza che i suoi effetti andassero oltre l’effetto placebo. Pensate che dal 1986 è anche “in gioco” per il premio James Randi, chi mai riuscisse ad individuare (in modo ripetibile certo) un prodotto omeopatico fra nove altri falsi si aggiudicherebbe un milione di dollari, ovvero il premio James Randi.

Sulla sedicente “memoria” dell’acqua poi tenete presente che quando un bambino fa la pipì nel mediterraneo la concentrazione di quella soluzione acqua di mare/pipì è superiore a quella della gran parte dei prodotti omeopatici in commercio. Speriamo, per l’amor della ragione, che l’acqua non si ricordi nulla!

Sui fantasmi come forme di energia quantistica invece, al di là delle truffe delle auree fotografate in punto di morte (tutti falsi ovviamente), qualche mese fa scappò una frase ad un ricercatore del Cern, che diceva più o meno: “scusate, ma noi che abbiamo ogni giorno a che fare con energie di tutte le nature, pensate davvero che non abbiamo mai provato a rilevare in ogni dove, cimiteri, ospedali, letti di gente morente, questi cosiddetti fantasmi energetici?” Insomma, niente da fare, non c’è nessuna aura da spiegare, nessun fantasma che prova a comunicare con noi. O per lo meno non lo fa in nessun modo rilevabile energeticamente.

Per la telecinesi poi, e l’infinitesimale probabilità quantistica (ad essa connessa) che un corpo macroscopico sposti senza intervento fisico esterno, solo su comando del telecinetico, tutti i suoi atomi nello stesso momento un metro più in là… la domanda è semplice: quando mai si è verificato questo fatto? È stato documentato? è stato registrato? Il sedicente telecinetico è stato portato in uno studio apposito a ripetere il suo prodigio? Ovviamente no, perché, in base a qualche legge misteriosa, il controllo serio e scientifico di questi fenomeni li fa sparire immediatamente.

Insomma alla fine siamo sempre al punto di partenza, la corretta applicazione del metodo scientifico: mentre il bravo scienziato osserva i fatti in natura e sull’analisi di questi elabora una teoria per spiegarli, la persona non razionale invece andrà sempre a cercare quei fatti che confermino ciò in cui già crede a priori.

Per il resto c’è il premio Randi.

http://www.italialaica.it/news/editoriali/58571

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