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Non solo Ibrahim, pure Khalid poteva essere fermato

Bruxelles – Non c’e’ solo Ibrahim El Bakraoui, il kamikaze di Zaventem che era stato espulso dalla Turchia l’estate scorsa senza che il Belgio, pur allertato, lo reclamasse o quanto lo mettesse sotto sorveglianza. Ora il sito del “Morgen” ha rivelato che anche il fratello, il 27enne Khalid El Bakraoui, fattosi saltare in aria nella metropolitana, poteva e doveva essere arrestato gia’ da molto tempo dalle autorita’ belghe. Infatti Khalid a piu’ riprese l’anno scorso aveva violato i termini della libera’ condizionale: circolando in auto con un ex complice (come accerto’ la polizia dopo un’infrazione per un senso vietato) e, a partire dal 22 ottobre 2015, poco prima delle stragi di Parigi, non presentandosi per quattro volte di fila all’appuntamento con il suo supervisore giudiziario. Khalid come il fratello era stato in carcere in Belgio per reati comuni, nel suo caso una serie di rapine a mano armata risalenti al 2011, quando era stato trovato in possesso di un kalashnikov. Le violazioni del regime di liberta’ condizionale che gli era stato concesso avrebbero dovuto portare alla sua revoca immediata, una revoca che invece e’ arrivata soltanto a febbraio, un mese prima che il latitante Khalid trasformasse in un inferno la stazione di Maalbeek. (AGI) 

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