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Non solo Lega e M5S, tutti i partiti che guardano a Mosca

Mosca – Ammorbidire la politica sanzionatoria europea, creare spaccature tra i Paesi membri dell’Ue per tornare a trattare in forma bilaterale, arginando Bruxelles e indebolendo la Nato, promuovere i propri interessi politici, assicurare che l’Ue rimanga dipendete dal gas russo e, non ultimo, promuovere l’idea della Russia e dell’Eurasia come modello culturale e politico alternativo al predominio dei “valori occidentali”. Sono alcuni dei motivi per cui, da alcuni anni, il Cremlino strizza l’occhio ai partiti di estrema destra e in generale anti-establishment in Europa e tra cui vi sono anche gli italiani Lega Nord e Movimento Cinque Stelle (M5S).

Il fenomeno è diventato così esteso, che c’è chi ha parlato di una “potente associazione pro-Cremlino” al Parlamento europeo, dopo che l’anno scorso è nato il gruppo politico “Europa delle Nazioni e della Libertà” (Enf), formato da alcuni partiti nazionalisti, euroscettici, che chiedono l’uscita dei propri paesi dall’Euro e che guardano al presidente russo Vladimir Putin come un modello.

Tra i leader dell’Enf c’è Marine Le Pen, del francese Fronte Nazionale e Geert Wilders, leader dell’olandese Party for Freedom.

Ai tempi dell’Unione sovietica i servizi segreti, il famigerato Kgb, usavano “misure attive” per sponsorizzare organizzazioni e partiti occidentali vicini al partito comunista di Mosca. Nell’impossibilità, finora, di provare l’esistenza di quello che è stato chiamato “il bancomat di Putin” per i nazionalisti europei, si registra comunque da parte della Russia l’assistenza tecnica e logistica nell’organizzazione di manifestazioni o conferenze stampa, l’appoggio economico per viaggi in Crimea a sostegno del riconoscimento della penisola sul Mar Nero come russa e per lo sviluppo dei rapporti economici nonostante le sanzioni (come è stato per la visita di una delegazione di consiglieri regionali dall’Italia, lo scorso ottobre) e l’offerta di visibilità sui media finanziati dal Cremlino, con un audience internazionale: dall’agenzia Ria Novosti a Sputnik, passando per il network di Russia Today.

L’estrema destra europea e Putin

Ma l’estrema destra europea e la Russia di Putin sono unite anche da certe idee comuni, che gli esperti hanno chiamato “neo-conservatorismo post-comunista”: ostilità verso l’Ue, un’interpretazione simile della sovranità nazionale e dell’autodeterminazione dei popoli, l’impegno per la difesa dei valori cristiani contro la decadenza occidentale. Se i finanziamenti russi ai partiti europei sono tutti da provare, non lo è il fatto che la Russia cerchi di sfruttare a suo vantaggio il malcontento popolare nella Ue, dovuto alle politiche sull’immigrazione e all’austerità.

La popolarità dei movimenti populisti di destra cresce e Mosca guarda con soddisfazione alle occasioni, in cui questi acquistano consensi o addirittura prendono il potere. Infine, le formazioni di destra sono attratte dalla figura di Putin come statista forte e dalle posizioni indipendenti, non limitato nelle sue azioni da entità politiche come l’Unione europea. L’allarme si è alzato a tal punto che, secondo la stampa inglese, le agenzie di intelligence americane hanno raccolto informazioni che dimostrerebbero come il Cremlino stia condizionando alcuni partiti politici in Europa.

Ma chi sono i membri del ‘partito pro-Putin’ in Europa?

  • Italia

Lega Nord, il cui segretario Matteo Salvini si è sempre espresso contro le sanzioni a Mosca ed è stato tra i primi politici europei a visitare la Crimea, la penisola ucraina annessa da Mosca nel 2014 dopo un referendum popolare non riconosciuto dalla comunità internazionale. I sospetti di finanziamenti russi diretti a via Bellerio sono sempre stati smentiti dal segretario del Carroccio: “Finora non è arrivato nè un rublo nè un euro. E non ci interessa chiederlo. Il nostro appoggio alla Russia è totalmente disinteressato”.

M5S, non hanno accordi formali, ma intrattengono stretti rapporti con Russia Unita, che agli occhi del Cremlino sta diventando sempre più interessante, in seguito alla sua crescita di popolarità. La delegazione di deputati grillini, che hanno anche tenuto un incontro a Mosca per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre, non ha avuto a margine alcun contatto con funzionari pubblici russi.

Fiamma Tricolore, Casa Pound e Forza Nuova. Il leader Roberto Fiore era tra i circa 200 partecipanti al primo “Forum conservatore russo internazionale”, organizzato a San Pietroburgo e che nel 2015 ha portato nella ex capitale degli zar i leader di partiti europei accusati di anti-semitismo, incitamento a crimini contro gli immigrati, omofobia e apologia del nazismo.

  • Grecia:

Alba Dorata, il partito dell’estrema destra

  • Gran Bretagna:

Nick Griffin, l’ex leader del partito anti-immigrazione British National Party, che aveva elogiato il servizio offerto da Russia Today, l’emittente in inglese considerata il megafono del Cremlino.

Nigel Farage, l’ex capo dell’UK Independence Party (Ukip) e tra i più forti promotori della Brexit ha sempre dichiarato di “ammirare” Vladimir Putin e ha accusato la Ue di aver “provocato” l’annessione della Crimea alla Russia, ma non ci sono prove dei contatti tra il partito e Mosca.

  • Germania:

Alternativa, il partito antieuro di Berlino, guidato da Frauke Petry, e che cresce nei sondaggi in vista delle elezioni per il rinnovo del Bundestag, il prossimo anno.

  • Austria:

Alleanza, la formazione di destra e nazionalista per il futuro dell’Austria (BZO)

Partito della libertà (FPO), di estrema destra; particolarmente rilevante in quanto il 4 dicembre il suo esponente Norbert Hofer sfiderà alle urne il verde Alexander van der Bellen, per ripetere il ballottaggio delle presidenziali.

  • Olanda:

Dutch Freedom Party (Partito della Libertà), guidato dal leader populista xenofobo, Geert Wilders, è in testa ai sondaggi per l’ appuntamento elettorale, su cui Mosca tiene gli occhi puntati, dell 15 marzo, quando si voterà per il rinnovo dei 150 membri della Camera dei rappresentanti. Wilders ha difeso la Russia anche davanti alla strage dell’aereo della Malaysia Airlines, abbattuto in Ucraina dell’Est nel 2014, probabilmente dai ribelli armati da Mosca, facendo 298 vittime di cui 193 olandesi.

  • Francia:

​Marine Le Pen, candidata del Front National alle presidenziali della prossima primavera. Su la Le Pen si sono già spesi fiumi d’inchiostro. Secondo inchieste giornalistiche, il suo partito si è rivolto a una banca legata al Cremlino, la First Czech Russian Bank, per un prestito di circa 9 milioni di euro, a caccia di finanziamenti per la sua battaglia alla conquista dell’Eliseo.

  • Ungheria:

Jobbik, terza forza politica del paese. 
Viktor Orban, il primo ministro, è tra i fan di Putin. 

  • Repubblica Ceca:

 Milos Zeman, presidente.

  • Slovacchia:

Robert Fico, il premier slovacco socialdemocratico.

  • Spagna:

Pablo Iglesias, il leader di Podemos, ha accusato l’Occidente di una “doppia morale” sulla Russia.

  • Bulgaria:

Ataka, il partito ha stretti legami con l’ambasciata russa a Sofia e non nasconde la sua simpatia per Putin. La formazione politica bulgara sostiene la necessità di riconoscere la Crimea come Russia. Pochi giorni fa, proprio in Bulgaria è stato eletto presidente il filo-russo Rumen Radev, conservatore e fan di Donald Trump, favorevole all’abolizione delle sanzioni a Mosca. Radev si oppone all’ingresso del suo paese alla Nato e promette di aderire all’Unione euroasiatica, guidata dalla Russia. 

  • Repubblica di Moldavia:

Igor Dodon, incoronato presidente, è  un putiniano. Leader dei socialisti che si ispira apertamente al capo del Cremlino, di cui dice di ammirare il suo potere autoritario.

Per approfondire:

@MartaAllevato 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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