TwitterFacebookGoogle+

“Non venite in chiesa morti”, Bari. Prete perde clienti e si fa pubblicità

51985«Non venite in chiesa morti preferisco incontrarvi vivi»

di LIA MINTRONE

Ognuno ha una sua idea di marketing. E forse, in tempi di crisi di fedeli, anche la parrocchie devono fare promozione. Ed ecco che, sulla bacheca della chiesa di San Rocco, in via Sagarriga Visconti, a Bari, compare una singolare immagine acchiappa parrocchiani. Un misto tra un «accorato » invito e una scudisciata alle coscienze. In bella mostra una cassa da morto portata a spalla dai becchini. A seguire un testo che lascia poco spazio a ogni dubbio «Non aspettare di essere portato a messa. Vieni tu stesso. Ti aspetto da vivo!». A firmare, in calce, il parroco Don Mimmo Parlavecchia. Il messaggio è forte e chiaro, più di così si muore. Appunto.

Don Mimmo fa centro. Quel messaggio, in men che non si dica, diventa oggetto di chiacchiericcio tra i fedeli. E, proprio tra i parrocchiani, le reazioni sono state le più disparate. Chi si è fatto una risata lodando le doti ironiche del proprio parroco, chi invece si è indignato per l’eccessivo monito lanciato ai fedeli e per le modalità, poco ecumeniche, di far arrivare il messaggio ai latitanti. Ma c’è anche chi, non si sa mai, ha colto l’occasione per ripetere mentalmente l’antico adagio latino Terque, quaterque, testiculis tactis omnia mala fugata sunt. Insomma, Don Mimmo non le ha mandate a dire. Con un avviso efficace e a dir poco noir, ha chiesto ai suoi parrocchiani, non dal pulpito ma dalla bacheca ( quella vera e non di Facebook), di essere più partecipi alle attività della comunità e di affollare le navate della chiesa così come dovrebbe fare un buon cattolico.

Sta di fatto che tutti, nel quadrilatero che abbraccia dall’ul – timo lembo del Murat fino all’alto Libertà, ne parlano. Comunicazione riuscita, altro che agenzie specializzate. Don Mimmo, alla faccia di tutti i guru e dei ghostwriter, semplicemente appuntando una foto più che più eloquente non si può e con un testo poco liturgico ma fortemente incisivo, si è fatto largo nelle coscienze e, perché no, anche nella scaramanzia dei suoi parrocchiani. Torneranno le pecorelle smarrite? Come avrebbe detto Riccardo Pazzaglia, è meglio entrare in chiesa da vivi, in buona salute e pieni di speranza, piuttosto che chiusi in una scatola, circondati da corone di fiori e sotto gli spruzzi dell’incenso. Ma va anche bene sui tacchi, anche 12, piuttosto che di piedi.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/non-venite-in-chiesa-da-morti-preferisco-incontrarvi-da-vivi-no702832

Fonte

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.