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Nove anni dopo il sisma, a che punto è la ricostruzione dell'Aquila

Sarà il rintocco della campana della chiesa di S. Maria del Suffragio de L’Aquila a ricordare la tragedia di 9 anni fa. Il prossimo 6 aprile, suonerà 309 volte, una per ciascuna vittima del terribile sisma che la colpì il 6 aprile del 2009. E questo avverrà al termine di una fiaccolata che attraverserà le vie principali del centro storico per arrivare in Piazza Duomo, dove ci sarà una veglia di preghiera e una messa, officiata a mezzanotte dal vescovo metropolita, monsignor Giuseppe Petrocchi.

La situazione dei cantieri (e dei fondi)

L’Aquila è ancora un ‘grande cantiere’, la ricostruzione privata procede, anche grazie alla concessione di circa 6 miliardi di euro. In particolare, per la ricostruzione del Comune dell’Aquila e della periferia, i dati riferiti al 31 marzo di quest’anno sulla base di quelli dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (Usra), indicano che l’importo concesso alle 24.768 pratiche istruite ammonta a 5,8 miliardi di euro. Le pratiche da istruire sono ancora 1.862 e l’importo richiesto è di 2,3 miliardi di euro. Le somme già istruite sono il 69,59% del totale richiesto.

I cantieri aperti sono 597 per un totale di 506 milioni di euro. Quelli conclusi 8.057 per importo superiore ai 3 miliardi di euro. Ne risultano allestiti 49 per ulteriori 755 mila euro. Altri 35 sono sospesi per un totale di 40 milioni di euro, mentre 1.691 sono quelli ancora non allestiti. Sul fronte della ricostruzione pubblica su un importo finanziato di poco più 2 miliardi di euro, quello totale erogato è stato di 1,3 miliardi di euro, mentre il totale erogato sul totale richiesto è stato pari al 62,14%. Sul fronte della rimozione delle macerie, 2,7 milioni di tonnellate presso i cantieri privati e 495.818 tonnellate in quelli pubblici con un totale di 3.198 milioni di tonnellate.

A distanza di 9 anni dal sisma sono ancora 8.024 le persone alloggiate nei Progetti Case e 2.149 quelle che si trovano nei Map (moduli abitativi provvisori), secondo i dati aggiornati al 31 marzo 2018. Nel totale sono tuttavia ricompresi anche gli sfollati del terremoto del centro Italia che comunque sono una netta minoranza anche se un dato preciso non è al momento disponibile. Nel dettaglio i nuclei familiari assegnatari di alloggi del Progetto Case sono 3.162, i nuclei familiari assegnatari di alloggi Map 1.086. Gli alloggi liberi sono 402 nel Progetto Case e 74 nei Map.

L’esito dei processi

Sul fronte giudiziario, a parte qualche processo su presunti casi di corruzione arrivati in sede dibattimentale e indebite percezioni di erogazioni pubbliche, si è concluso il capitolo sui crolli degli edifici. A novembre scorso, il preside del Convitto Nazionale, Livio Bearzi, dirigente scolastico friulano, ha ottenuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella la grazia, che ha estinto anche la pena accessoria dell’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici, consentendogli di poter tornare presto nel mondo della scuola. Bearzi era stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a 4 anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, per omicidio colposo plurimo e lesioni personali, per la morte dei tre studenti e il ferimento di altri due nel crollo.

Nove anni dopo sono arrivati i primi risarcimenti agli orfani. L’accordo, come stabilito dalla Cassazione nel processo Grandi rischi, è stato raggiunto con i parenti delle vittime che sono riuscite a dimostrare il nesso causale tra quanto accaduto ai loro cari e quanto contestato al vice capo del dipartimento della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, l’unico condannato in via definitiva a 2 anni di reclusione per omicidio colposo e lesioni in relazioni alle rassicurazioni infondate date alla popolazione aquilana alla vigilia del terremoto. Definitivamente assolti invece Franco Barberi, all’epoca presidente vicario della commissione Grandi rischi, Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case, Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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