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Nozze gay. Renzi punta a seguire il modello tedesco sulle unioni civili

Nozze gay. Renzi punta a seguire il modello tedesco sulle unioni civiliLe coppie omosessuali che si sposeranno potranno avere gli stessi diritti che godono le coppie eterosessuali. No alle adozioni di bimbi esterni alla coppia.

-Redazione- Secondo quanto riportato da La Repubblica, tutto è ormai pronto e il disegno di legge che permetterà alle persone dello stesso sesso di sposarsi, potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già a fine ottobre.

Il modello a cui la proposta di legge si ispira è quello tedesco, in vigore dal 2001 dove la parola “matrimonio gay” non compare, sostituita da una più innocua “unione civile”.

Le unioni civili sono ammesse esclusivamente per le coppie omosessuali e non riguardano le coppie di fatto etero. Per quanto riguarda la pensione di reversibilità, come per le coppie etero, in caso di decesso di uno dei due partner, la pensione viene assegnata all’altro che sopravvive nella coppia.

No all’adozione da parte di un genitore single, ma all’interno della coppia, il partner avrà la possibilità di diventare il genitore adottivo del figlio biologico dell’altro. Per quanto riguarda i diritti e i doveri, quelli di chi sottoscrive un’unione civile saranno gli stessi di quelli che oggi la legge assegna ai coniugi eterosessuali.

I vescovi sono già stati informati durante una visita di Renzi in Vaticano ai primi di settembre; il premier fa sapere che: “l’ho detto anche ai vescovi, si mettano il cuore in pace”. E dalla Chiesa non sono arrivate opposizioni al progetto.

Sembra superato anche lo scoglio del partner di governo, il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano; ma la mediazione è arrivata grazie alla promessa di sgravi fiscali per le famiglie numerose in arrivo dalla legge di Stabilità.

Per arrivare al disegno di legge, però, è stato necessario un lavoro di circa due anni, come ha spiegato il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto, sponsor del progetto che s’è detto sicuro che “ormai i tempi sono maturi”.
Inoltre, la Corte costituzionale è dal 2010 che sta chiedendo al parlamento di risolvere il vuoto nell’ordinamento.
“Stiamo modernizzando l’Italia”, ha concluso Scalfarotto.

-15 ottobre 2014-

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