TwitterFacebookGoogle+

Nozze Marriott-Starwood, nasce colosso alberghiero

Roma – Via libera alla fusione di Marriott Internatonal e Starwood Hotels che dara’ vita al primo gruppo alberghiero mondiale, un colosso da oltre 13 miliardi di dollari. Venerdi’ scorso le assemblee degli azionisti delle due societa’ hanno approvato le nozze. A favore dell’operazione hanno votato i titolari del 97% delle azioni Marriott presenti all’assemblea, in rappresentanza di oltre il 79% del capitale, e oltre il 95% dei possessori di azioni Starwood presenti, in rappresentanza di oltre il 63% del capitale. “Con questa approvazione – ha sottolineato il presidente e ceo di Marriott, Arne Sorenson in una nota – siamo molto vicini al completamento della transazione. I nostri team continueranno a pianificare l’integrazione delle due compagnie, e siamo impegnati a realizzare una transizione rapida e senza intoppi. Apprezziamo il voto di fiducia degli azionisti”.

Il voto di oggi, ha affermato l’amministratore delegato di Starwood, Thomas Mangas, “e’ un significativo passo verso la chiusura e siamo grati per l’entusiasmo e il sostegno a questa fusione. Non c’e’ dubbio che questa transazione metta la nostra compagnia sulla strada migliore e siamo entusiasti dell’opportunita’ che questa combinazione creera’ per i nostri azionisti, associati, proprietari e clienti”. In base all’accordo, i soci Starwood riceveranno 0,8 azioni ordinarie Marriott e 21 dollari in contanti per ogni azione Starwood in loro possesso.La fusione, che e’ ancora sottoposta al via libera delle autorita’ Antitrust competenti, comprese quelle di Ue e Cina, dovrebbe essere completata per meta’ 2016 ed entro il 30 aprile e’ atteso il disinvestimento da parte di Starwood.

La catena Marriott ha oltre 4.400 proprieta’ in 87 Paesi e ha riportato un fatturato di oltre 14 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale 2015. Tra i suoi 19 marchi rientrano anche Bulgari e Rtz-Carlton. Starwood portera’ in dote al nuovo colosso quasi 1.300 strutture in circa 100 Paesi e 188mila dipendenti. L’operazione ha rischiato di saltare il mese scorso quando una cordata capitanata dai cinesi di Anbang Insurance Group si era fatta avanti per acquistare Starwood facendo poi naufragare l’ultima offerta da 14 miliardi di dollari. (AGI) 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.