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Nullità matrimoniali. In Bolivia i vescovi fanno tutto da soli

boliviaNell’assemblea generale di maggio, la conferenza episcopale italiana ha discusso anche dell’applicazione delle nuove norme introdotte da papa Francesco per le cause di nullità dei matrimoni canonici.

Applicazione che non appare semplice. Ma al confronto con altre Chiese nazionali, la Chiesa italiana è tra le più fortunate. Ha da tempo una rete di tribunali ecclesiastici ben distribuiti e funzionanti, con processi semigratuiti.

Niente di paragonabile con ciò che avviene in altre regioni del mondo, ad esempio in America latina, il continente da cui proviene il papa.

Prendiamo ad esempio la Bolivia. Una recente intervista di Austen Ivereigh al presidente della conferenza episcopale boliviana, il vescovo di Potosí Ricardo Centellas, apre uno squarcio desolante sul trattamento giuridico del matrimonio cattolico in quel paese:

> Bolivia’s Catholic Bishops…

Intanto, premette monsignor Centellas, “la maggior parte delle coppie si sposa dopo quattro, cinque, anche quindici-vent’anni di vita assieme. Ci sono anche giovani che che si sposano prima di fare vita comune, ma sono rarissimi”.

Centellas riconduce questo uso alle tradizioni dei popoli Aymara, Quechua, Guaraní, ove a costituire un matrimonio è il consenso dei genitori e l’approvazione delle autorità, con frequenti pressioni che limitano la libertà della scelta e quindi inficiano la validità del vincolo. Solo dopo si chiede la benedizione della Chiesa.

Almeno la metà dei matrimoni finisce comunque con un divorzio. Ma quasi a nessuno viene in mente di accedere a un tribunale ecclesiastico per accertare la validità o no del proprio matrimonio.

“Sono vescovo di Potosí da dieci anni – dice Centellas – e ricordo solo uno o due casi che, non essendovi qui un tribunale, sono stati trasmessi a Sucre. Oggi, con tutte le novità introdotte da papa Francesco, qualcosa sta cominciando nell’area centrale del paese, a La Paz, Santa Cruz, Cochabamba. Qui negli ultimi mesi c’è stato un aumento delle cause”.

“Come Chiesa boliviana nel suo insieme – prosegue – stiamo cominciando a istituire dei tribunali in tutte le diocesi, che dovrebbero entrare in funzione in luglio. In maggio abbiamo tenuto un corso a La Paz per preparare i processi di forma abbreviata, che dovrebbero svolgersi ovunque. Non abbiamo esperti in diritto canonico, né giudici preparati, e quindi al momento possiamo solo offrire processi di forma abbreviata, che richiedono solo il vescovo e uno che lo assiste”.

Naturalmente con tutti i rischi che questa sbrigativa soluzione introdotta da papa Francesco può comportare, già denunciati da autorevoli esperti.

Un’ultima e argomentatissima analisi critica della riforma è quella pubblicata in tre puntate da Geraldina Boni sulla rivista telematica specialistica statochiese.it:

> La recente riforma del processo di nullità matrimoniale. Problemi, criticità, dubbi – I
> La recente riforma del processo di nullità matrimoniale. Problemi, criticità, dubbi – II
> La recente riforma del processo di nullità matrimoniale. Problemi, criticità, dubbi – III

Geraldina Boni è ordinario di diritto canonico e storia del diritto canonico all’Università di Bologna ed è consultore del pontificio consiglio per i testi legislativi.

Scrive, a proposito dei processi brevi di nullità affidati ad ogni singolo vescovo, in alternativa alla procedura giudiziaria normale:

“Personalmente non avremmo alcuna avversione teorica al rilancio della giustizia diocesana: ma pensiamo che ciò andasse per lo meno dipanato per tappe susseguenti, oltre che, naturalmente, meglio confezionato. Infatti, non può essere messa a repentaglio la possibilità del giudice di approdare all’accertamento della verità, per il quale duemila anni di storia hanno tuzioristicamente additato quella giudiziaria come la via più sicura. Se essa non è più percorribile, diviene difficile sostenere la natura dichiarativa delle pronunce, le quali finiscono per ‘costituire’ la nullità del matrimonio, compromettendone irreparabilmente l’indissolubilità: ciò che neppure il papa, in virtù della sua ‘plenitudo potestatis’, può fare”.

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/06/02/nullita-matrimoniali-in-bolivia-i-vescovi-fanno-tutto-da-soli/

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