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Nuove accuse a Trump, "mi toccò sotto la gonna"

di Rita Lofano 

Houston – Si moltiplicano le accuse di molestie sessuali contro il candidato repubblicano Donald Trump e, a 24 giorni dall’Election Day Usa, emerge nei sondaggi una crescente disaffezione da parte dell’elettorato femminile per il candidato repubblicano. Trump respinge ogni addebito: dice di non conoscere le sue accusatrici, che non ci sono testimoni e che in ogni caso, argomenta ripetutamente, non sarebbero la sua “la sua prima scelta”, esteticamente parlando. Con la Virginia e il Colorado dati ormai saldamente nelle mani della democratica Hillary Clinton, la partita finale, il prossimo 8 novembre, si giochera’ in quattro Stati in bilico: Ohio, Florida, Pennsylvania e Carolina del Nord.

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“INFILO’ LE MANI SOTTO LA GONNA”
Ad una settimana dalla pubblicazione del video con le dichiarazioni sessiste di Trump, si allunga la lista delle donne che denunciano pubblicamente di essere state molestate dal candidato repubblicano: sono almeno 8. L’ultima, in ordine di tempo, e’ un’ex concorrente del talent show “The Apprentice”, Summer Zervos, che ha accusato il miliardario di averla palpeggiata e baciata in modo aggressivo in due diverse occasioni nel 2007, durante due incontri privati, organizzati per discutere di opportunita’ di lavoro. Trump era nel programma televisivo ideato da Mark Burnett nei panni del ‘Boss’. La Zervos, senza riuscire a trattenere le lacrime, ha denunciato gli abusi leggendo una dichiarazione davanti alle telecamere, nello studio del suo avvocato, Gloria Allred, a Los Angeles. Un’altra donna, l’ex modella Kristin Anderson, ora 46enne, ha detto che il miliardario le infilò le mani sotto la gonna toccandole i genitali in un night club, nel 1992.

IL MONITO DI OBAMA
Alle elezioni del prossimo 8 novembre non si scegliera’ solo il prossimo presidente americano: “e’ in gioco la democrazia”. A dirlo e’ l’attuale inquilino della Casa Bianca, Barack Obama, durante un comizio a Cleveland, in Ohio. Se Donald Trump diventasse presidente, rischieremmo di “buttare dalla finestra tutti i progressi fatti negli ultimi 8 anni”, ha rincarato Obama nel suo quarto intervento a sostegno della campagna presidenziale di Hillary Clinton. 

INDIANA: SI INCRINA UN’ALTRA ROCCAFORTE GOP 
Dopo il Texas, un’altra roccaforte del Grand Old Party (Gop) mostra qualche crepa. L’ultimo sondaggio della Monmouth University, condotto tra martedi’ e giovedi’ scorsi, indica che il vantaggio del candidato repubblicano alla presidenza e’ di appena 4 punti percentuali rispetto alla rivale democratica, contro lo stacco di 11 punti registrato due mesi fa. Trump viene dato al 45% contro il 41% di Hillary nello stato del governatore Mike Pence, selezionato da Trump come suo candidato vice. Il responsabile del sondaggio della Monmouth, Patrick Murray, ha osservato come il vantaggio di Trump risultasse di 7 punti nei primi due giorni di interviste mentre il giovedi’, dopo le accuse di molestie raccolte dal New York Times, Hillary e’ balzata in testa di 2 punti. Dal 1936, l’Indiana ha sempre votato per il partito repubblicano alle presidenziali, fatta eccezione per il 1964 e per il 2008 quando vinse Obama.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI
Donald Trump interverra’ oggi a Portsmouth, in New Hampshire e a Bangor, nello stato del Maine. Sul fronte democratico, scenderanno in campo il candidato alla vice presidenza, Tim Kaine (a Miami, in Florida) e Chelsea Clinton, la figlia di Hillary, che partecipera’ ad un evento a Jersey City, in New Jersey. Hillary Clinton non fara’ comizi fino a dopo il faccia a faccia finale in tv con Trump, in calendario il prossimo 19 ottobre a Las Vegas. (AGI)
 

 
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